Il Dr. Musikstein consiglia: A Love Supreme

“A Love Supreme”, John Coltrane, 1965.

John Coltrane A Love SupremeAlbum pubblicato nel 1965, A Love Supreme è considerato dai critici come il capolavoro indiscusso di Coltrane, uno dei dischi più importanti della storia della musica e un must da sfoggiare in qualsiasi collezione di dischi jazz che si rispetti. Fu registrato in un’unica sessione, nel dicembre del ’64, dal quartetto di John: con il sassofonista troviamo McCoy Tyner al piano, Jimmy Garrison al contrabbasso ed Elvin Jones alla batteria. Questo lavoro ha un significato profondo che travalica la musica: rappresenta la personale lotta dell’artista per giungere alla purezza della sua arte. Troviamo, infatti, echi di musica indiana (Coltrane, in quel periodo, si era innamorato dei raga e della musica classica indostana); l’idea che tutti i suoni possano ritrovarsi in un unico suono fondamentale, pervade la realizzazione di questo disco.

L’album si struttura come una grande suite in quattro movimenti, ognuno dei quali rappresenta un passo essenziale per giungere alla purificazione attraverso la meditazione. Il primo movimento, “Acknowledgement”, si apre con un colpo di gong: l’ascoltatore è trasportato in un altro mondo, un mondo fatto di spiritualità e misticismo. Il basso accenna il tema, poi Coltrane si lancia in un’improvvisazione senza fine, sorretto dalla base modale del pianoforte. Il basso, invece, proporrà sempre la stessa melodia (quattro note ripetute come un mantra) con poche variazioni, fino alla fine del brano. Qui il riff cambia, creando un ponte che ci introduce al secondo movimento: “Resolution” si muove su di un tempo più canonico (4/4), in primo piano troviamo l’assolo di pianoforte, splendido per invenzioni armoniche, intervallato dall’assolo del sax di Coltrane. Il terzo movimento, “Pursuance”, è introdotto da un lungo assolo della batteria. Infine, un pregevole assolo di basso concluderà il brano, aprendoci la strada all’ultimo atto: “Psalm”. Si tratta di un brano profondo e carico di mistero; Coltrane suggerisce un’atmosfera blues, su cui il suo sax sembra recitare una preghiera, in costante crescendo.

All’improvviso tutto tace. Ora la meditazione è giunta al termine.

                                            Dr. Musikstein
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