Van der Graaf’s Cynic Corner #1

Giudizi sparati a zero, cinismo a palate, disillusione verso l’industria musicale, frecciate gratuite, buon senso che mi ha lasciato a piedi, ormai da anni. Su questo blog sono sempre tutti così carini, morigerati ed equilibrati. Invece, io voglio che voi mi odiate, vi accaloriate e mi mandiate al diavolo. Ecco a voi la nuova rubrica dello spara-sentenze Lee Van der Graaf.

  • Veloce domanda. Perché si deve sempre parlare dei Nirvana e del dualismo Lennon/McCartney? Perché non è mai Alice in Chains e Harrison/Starr? (ok, forse Ringo no, ma almeno Georgino nostro).
  • Seriamente, il problema non è Vasco Brondi [Le Luci della Centrale Elettrica], ma quelli che ascoltano Vasco Brondi.
  • Skrillex è un insieme di suoni e campionamenti inabbinabili, pigiati l’uno contro l’altro… è un po’ come sentir suonare il nero di scuola di polizia. [Ax]
  • I Korn fanno uscire un nuovo disco con influenze dubstep… qualcuno nasconda gli album di elettronica a Jonathan Davis!
  • Ma proprio nessuno se la sente di dire ai Coldplay che la musica non è solo positività, amore, luci abbaglianti, colori pastello e video pomposi? Dopo praticamente tre album di ottimismo a priori, sento pesantemente la mancanza delle canzoni dolciamare di Parachutes.
  • In un’intervista, Thom Yorke ha affermato che il futuro della musica sta nel remix… poca voglia di lavorare da quelle parti.
  • Eddai, i testi de I Cani glieli scrive Moccia. Per di più i romani sono un gruppo di hipster che insulta tutto quello che c’è di hipster. Come dire; siamo troppo indie per conformarci all’indie “medio”… sapete, tutto sommato è facile essere sempre “contro” a priori. Però, bisogna concederglielo: sono finiti nel posto giusto, al momento giusto, a cantare i versi giusti.
  • AAA Cercasi disperatamente il Lou Reed del periodo Transformer… vabbé dai, mi accontento anche di quello di New York.
  • Gli Arctic Monkeys che, per cercare nuovi stimoli musicali, se ne vanno in America ad ascoltare psichedelia, country e stoner assieme a Joshua Homme? Non so, è come se una qualsiasi band inglese venisse in Italia ad ascoltare il neomelodico e poi si facesse produrre l’album da Gigi d’Alessio. [Willie Peyote]

Lee Van der Graaf

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4 risposte a “Van der Graaf’s Cynic Corner #1

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