Ricapitolando il 2011 – Part II

continua.

  • Mogwai – “Hardcore Will Never Die, But You Will”: titolo geniale e album ugualmente brillante, pur all’interno del consolidato suono-mogwai.
  • Nicolas Jaar – “Space is Only Noise”: Un debutto ispirato. Il ragazzo riesce a dilatare i confini della musica elettronica.
  • Noel Gallagher – “Noel Gallagher’s High Flying Birds”: esordio solista per Noel. Ricorda un bell’album dei vecchi Oasis. Niente di più.
  • Okkervil River – “I Am Very Far”: impeccabile.
  • PJ Harvey – “Let England Shake”: Polly Jean si riconferma come una delle migliori cantautrici sulla piazza. Album praticamente perfetto.
  • Primus – “Green Naughyde”: la zampata dei Primus a otto anni dall’ultimo lavoro in studio. Funambolici e irriverenti.
  • R.E.M. – “Collapse Into Now”: i R.E.M. si sciolgono e ci regalano il disco di commiato. Sembra una raccolta di canzoni scartate da vecchie session.
  • Radiohead – “The King of Limbs”: continuano a percorrere la strada dell’elettronica. Personalmente ci sembra lavoro un gradino sotto agli altri album, ma sempre interessante.
  • The Rapture – “In The Grace Of Your Love”: “è ora di abbandonare la dance e di far diventare il nostro sound più epico”. Obiettivo (quasi) raggiunto, cari Rapture.
  • Red Hot Chili Peppers – “I’m With You”: Frusciante è uscito -nuovamente- dal gruppo. È questa la notizia più interessante dell’ultima fatica dei Chili Peppers (oltre alla copertina firmata Damien Hirst, ovviamente).
  • Seasick Steve – “You Can’t Teach an Old Dog New Tricks”: una robusta dose di blues, un pizzico di folk, una spolverata di country. Il miglior lavoro di Seasick Steve.
  • Sebastian – “Total”: Electro house elevata ad arte.
  • Snow Patrol – “Fallen Empires”: a parte un paio di tracce, questo disco è, francamente, imbarazzante.
  • St. Vincent – “Strange Mercy”: ambizioso e affascinante.
  • The Strokes – “Angles”: come gli Arctic Monkeys, anche gli Strokes tirano un po’ il fiato in questo quarto lavoro. Passabile.
  • SuperHeavy – “SuperHeavy”: si sbattono, ma il suono resta un po’ datato e frammentario. Ci si aspettava di più da Jagger & Co.
  • Tom Waits – “Bad as Me”: pazzesco come non perda mai un colpo. Potente e poetico.
  • TV On The Radio – “Nine Types of Light”: hanno perso un po’ di smalto, ma stanno ancora una spanna sopra la metà dei gruppi là fuori.
  • Tycho – “Dive: atmosferico.
  • White Lies – “Ritual”: mamma diceva sempre, “se non hai niente di carino da dire, allora non dire niente”.
  • Wilco – “The Whole Love”: diciassette anni e non sentirli.
  • WU LYF – “Go Tell Fire To The Mountain”: sinistramente perfetto. Riusciranno a replicare?
  • Yann Tiersen – “Skyline”: Yann studia da piccolo Brian Eno. Non male.
  • Yes – “Fly From Here”: canto del cigno?

E per concludere, alcune delle principali uscite ‘alternative & indie’ in Italia:

  • A Classic Education – “Call It Blazing: suonano come tante altre indie band inglesi, però lo fanno bene.
  • Bugo – “Nuovi Rimedi Per La Miopia”: per noi continua a rimanere il Beck italiano. Gli manca la sua voce, però.
  • I Cani – “Lo Straordinario Album di Esordio de I Cani”: album divertente. Nulla più.
  • Caparezza – “Il Sogno Eretico”: disco che comincia a funzionare dalla quinta traccia in avanti. Il solito Capa.
  • Daniele Silvestri – “S.C.O.T.C.H.”: è dai tempi di “Sig. Dapatas” che Daniele non ci regalava un album così… album! Organico e compatto.
  • Dente – “Io Tra di Noi”: un disco più maturo e dimesso. È davvero un peccato che in pochissimi conoscano l’ottimo Giuseppe Peveri.
  • Erica Mou – “È: il suo esordio è delicato e piacevole. A tratti davvero poetico. Ci ricorda una giovane Elisa.
  • Ex-Otago – “Mezze Stagioni”: vintage. Non ci convince completamente.
  • Gianmaria Testa – “Vitamia: Poesia. Delicatissima poesia.
  • Ivano Fossati – “Decadancing: il testamento di Ivano è andato oltre le nostre più rosee aspettative.
  • Marta Sui Tubi – “Carne Con Gli Occhi”: virtuosi e tempestosi.
  • One Dimensional Man – “A Better Man”: album a metà strada tra il suono del loro passato noise e quello dei nuovi -e più famosi- Il Teatro degli Orrori. Poi ci buttano dentro un po’ di elettronica per coprire l’indecisione. Si sono snaturati, ma era forse prevedibile.
  • Paolo Benvegnù – “Hermann”: Benvegnù continua a stupire, disco dopo disco. Consigliato.
  • …A Toys Orchestra – “Midnight (R)evolution”: contenitore di idee in musica. Un incontro di ritmi, ora frenetici ora delicati. Continuano a migliorarsi.
  • Verdena – “Wow”: indiscutibilmente il loro lavoro migliore.
  • Vinicio Capossela – “Marinai, Profeti e Balene”: segna la maturazione artistica a tutto tondo di Vinicio.
  • The Zen Circus – “Nati Per Subire”: forse non hanno più la carica di un tempo, ma in quest’ultimo lavoro troviamo delle piccole perle.

Con quest’ultimo post “La Lira di Orfeo” vi augura un buon 2012!

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3 risposte a “Ricapitolando il 2011 – Part II

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