Jazz Sketches: The Black Saint and the Sinner Lady

La vita e l’opera di Charles Mingus risentono fortemente di due aspetti importanti (ma non certo gli unici): il primo è l’ammirazione e l’amore profondo per la musica e le suite di Duke Ellington; il secondo è l’interminabile lotta, sofferta soprattutto in gioventù, contro la segregazione e il razzismo. È il 20 gennaio 1963 quando, all’età di 41 anni, Mingus produce il suo capolavoro assoluto: un manifesto ellingtoniano a quell’eterna battaglia.

charles-mingus-the-black-saint-and-the-sinner-lady-1963-front-cover-19329Così scrive il suo psicologo Edmund Pollock, a cui vengono affidate le liner notes per il primo LP: «Era dolorosamente consapevole dei suoi sentimenti e voleva disperatamente guarirli. Era anche cosciente dell’impatto che una società segregata e dominata dal potere aveva sui derelitti, gli sfortunati e le minoranze». Insieme alla sua orchestra di undici elementi Mingus compone così un inno all’underdog, un grido di libertà per i bastards di tutto il mondo. Gli urli “parlati” di trombe e tromboni; il disperato lamento dei sax; le melodie di sofferenza e speranza dipinte dal piano (suonato spesso dallo stesso Mingus); le chitarre iberiche e gli accenni al flamenco come specchio di un’altra feroce violenza, quella dell’Inquisizione Spagnola; le violente accelerazioni e le interruzioni improvvise: così si traduce la forza del suo messaggio personale e sociale in una musica potente e complessa, intrisa di esperienze personali, di ossessioni (che si rispecchiano nel meticoloso e quasi maniacale lavoro di overdubbing), di traumi fisici e psicologici.

Il disco è una lunga suite, divisa in 6 movimenti (di cui gli ultimi 3 senza soluzione di continuità) in cui il tono oscilla tra la profonda disperazione, il sogno, il dolore e, infine, la speranza per il “Giorno della Liberazione”; “Of Love, Pain, and Passioned Revolt, then Farewell, My Beloved, ‘til It’s Freedom Day”. Charles Mingus, il Black Saint, annuncia che «[…] l’uomo nero non è solo, ma tutto il genere umano deve unirsi nella rivoluzione contro ogni società che ostacoli la libertà e i diritti umani».

Wes

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