Underground Music History: Fred Buscaglione

Atmosfera da night club, notti vissute fino all’ultima goccia di whisky, il primo swing all’italiana, un pò di malavita ma non troppo, in sottofondo la notte fredda di Chicago, senza tuttavia dimenticarsi della fabbrica torinese. Queste le coordinate per riuscire a rintracciare uno degli artisti più innovativi e originali della musica leggera italiana.

FredFerdinando Buscaglione (in arte Fred) nasce a Torino, agli inizi degli anni ’20, da una povera famiglia originaria del biellese; padre imbianchino, madre portinaia. La musica però gli brucia dentro fin dalla più tenera età e ad appena undici anni eccolo già bussare al portone del Conservatorio “Giuseppe Verdi” che gli si spalanca dinanzi. Ma Fred non è fatto per la musica classica (anche a causa delle ristrettezze economiche della famiglia). Lasciato il Conservatorio inizia la sua gavetta come contrabbassista nelle orchestrine jazz dei locali notturni della città. La sua carriera prende una svolta significativa quando incontra, durante un’esibizione al Gran Caffè Ligure, un giovane studente di giurisprudenza, appassionato lettore di libri gialli, nonché paroliere: Leo Chiosso. Nasce così uno dei sodalizi artistici tra i più prolifici della musica italiana, che durerà fino alla prematura scomparsa di Fred. In realtà, la svolta vera e propria avverrà solo qualche anno più tardi, dopo che Buscaglione ritornerà dalla guerra. Già, la guerra, un’altra delle “fortune” di Fred: catturato dagli Alleati che ne notano immediatamente il talento artistico, viene “obbligato” ad organizzare gli spettacoli per le truppe. È in quest’occasione che Buscaglione può assorbire quella cultura d’oltroceano che plasmerà il suo stile e la sua musica.

Rientrato a Torino, Fred riprende subito a suonare nei locali e a frequentare Chiosso; sarà proprio quest’ultimo a convincere l’amico a interpretare il protagonista dei testi che i due stanno confezionando. Con questo personaggio (il duro dal cuore tenero, un po’ Gable, un po’ Bogart) Fred riesce a rompere gli schemi che regnano nell’italietta bacchettona degli anni ’50, abituata a sentire canzoni dove ‘amore’ fa rima con ‘cuore’ e dove si parla di mamme lontane. “Fred il duro” irrompe sulla scena con canzoni come “Che bambola!”, “Eri piccola così”, “Che notte” e si presenta come una caricatura da film noir: sigaretta in bocca, baffetti neri, sguardo sornione e pose da duro. Una parodia del mondo americano certo, ma elegante e distaccata. Anzi forse neanche troppo distaccata; lo stile di vita del cantante non è poi così lontano dai personaggi di cui canta: la sua fama di tombeur de femmes e di grande bevitore, le pose da amabile spaccone, sempre vestito in doppiopetto gessato e cappello a falde larghe, a girare per le strade della Capitale sulla sua Ford Thunderbird lilla che fa tanto Hollywood. È la nascita di una star.

I giovani contribuiscono a far crescere il “mito Buscaglione”, che riesce a imporsi come un vero e proprio cult, capace di promuovere imitazioni e modi di fare. In poco tempo il torinese scala le classifiche italiane: alla fine degli anni ’50 Fred è uno degli uomini più richiesti, e non solo come cantante (è ormai dappertutto; nella pubblicità, recita in televisione e anche in alcuni film). La sua brillante carriera si interrompe bruscamente a soli 38 anni. Fred ha appena lasciato il suo habitat naturale (il club notturno), dopo uno spettacolo e qualche bicchiere di troppo. Sone le 6e30 di un grigio mattino di febbraio: a bordo della Thunderbird lilla che fa tanto Hollywood, Fred Buscaglione si accartoccia contro un camion, nel quartiere romano dei Parioli. Una morte tanto tragica quanto inaspettata che ha catapultato “Fred il duro” direttamente nel mito.

Paolo Maugerio

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5 risposte a “Underground Music History: Fred Buscaglione

  1. Pingback: Che soggetto quel Fred! – il coinvolgente ricordo di Franz Campi | La Lira di Orfeo·

  2. devo dire al Maugerio che come band mi sono piaciuti di piu’ i Morphine, ma come articolo questo lo preferisco

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