Appunti di Live: John Cale

17 marzo 2012. Hiroshima Mon Amour, Torino.

Non potevo certo mancare al concerto di John Cale. Fondatore (con Lou Reed) di uno dei gruppi più influenti e celebrati della storia della musica. Fondatore dei Velvet Underground, dei miei Velvet Underground.

Dopo una mezz’oretta di attesa (giusto per scaldare un po’ gli animi… come se ci fosse bisogno di scaldare qualcosa all’Hiroshima) eccoli salire sul palco; band di tre elementi, più Cale che rimbalza tra microfono, tastiere e chitarra. Il vecchio John, con capello e pizzetto bianco coordinato, la voce calda e pulita (ancora meglio di quella dell’amichetto Reed) e una presenza scenica che ancora fa provincia, nonostante l’età. L’artista gallese è laconico (esordisce giusto con un “Torino!”) e subito parte a suonare un intro strumentale di 5 minuti buoni, prima di alternare (pochi) grandi pezzi del passato a brani estratti dagli album più recenti. I musicisti sono abili e competenti, e a mettersi in risalto è soprattutto una batteria importante (fun fact: il batterista indossava una maglietta con stampa di Marilyn sul retro… forse in onore dei vecchi tempi?). Come al solito, poi, all’interno dell’Hiroshima si cuoce e per un attimo il calore mi fa girare così forte la testa che ho bisogno di mettermi un po’ in disparte per riprendere fiato. Ma non posso perdermi John, quindi torno dentro il più in fretta possibile.

Alla fine è stato un live godibilissimo, ma devo dire che mi è un po’ spiaciuto notare un’affluenza decisamente ridotta; una leggenda come John Cale meritava qualcosa di più. Certo, non suonavano i Velvet (i miei Velvet) e il concerto è stato di stampo più “classicamente rock” rispetto alle esplosioni sperimentali, a tratti ossessive ed opprimenti (parlo da un punto di vista positivo: l’effetto è quasi liberatorio; ci sei con la testa, ma hai gli occhi sbarrati e la mente fluttua libera) a cui i newyorkesi ci avevano abituato negli anni ’70. Ma diamine, è pur sempre John Cale!

Chelsea Girl

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2 risposte a “Appunti di Live: John Cale

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