Appunti di Live: Il Teatro degli Orrori

30 marzo 2012. Hiroshima Mon Amour, Torino.

La scaletta del concerto

Lo ammetto, avevo davvero poca voglia di andare a questo concerto. Il Teatro degli Orrori l’avevo visto dal vivo almeno una decina di volte, l’ultimo album non mi aveva convinto (e soprattutto coinvolto) completamente e l’Hiroshima, quando c’è soldout, è un girone infernale dantesco. Tutti ingredienti che avrebbero indotto il vecchio R.J. a starsene in panciolle a casa. Ma cosa volete, il richiamo della Musica è troppo forte, anche per un campione di pigrizia come me. Mi sento di aggiungere un “per fortuna”, perché in caso contrario mi sarei perso uno dei migliori concerti del Teatro, a cui abbia assistito.
La serata è stata semplicemente perfetta, a partire dalla band di supporto, i Nadàr Solo (una mia vecchia conoscenza), che ha scaldato il pubblico come meglio non ci si poteva attendere.
E poi Il Teatro degli Orrori.
Qualsiasi cosa mi venga in mente di scrivere mi sembra semplicemente superflua. Musicalmente sono stati dei mostri, di una potenza inaudita; una quantità impressionante di decibel sparati con straordinaria violenza. Come schiacciasassi, hanno demolito le inibizioni del pubblico e le mie riserve iniziali, facendomi godere con più di 2 ore di grande musica. La setlist è stata a dir poco azzeccata: le canzoni più coinvolgenti dall’ultimo album, “Il Mondo Nuovo”, e i grandi pezzi del passato (anche se la mancanza di “Due” e di “Carrarmatorock” si è fatta sentire… almeno per me). Commovente l’interludio dedicato a Ion Cazacu. Eleganti gli interventi al violino di Rodrigo D’Erasmo. Indovinate le aggiunte di Marcello Batelli e di Kole Laca (rispettivamente all’attivo nei Planet Brain e nei 2Pigeons). Pazzi ed eccessivi gli stage diving di Pierpaolo, (il secondo dei quali lo ha portato praticamente fino al bar dell’Hiroshima e al ritorno, mentre cercava di risalire sul palco, me lo sono pure trovato di fianco). Ma eccessivo il frontman del Teatro degli Orrori lo è sempre stato; un personaggio che gioca con la sua verbosità e teatralità (e che in un paio di occasioni ha incendiato una “scheggia impazzita” che si è presa la libertà di urlargli addosso: “parla di meno e suonate di più!”). Episodi a parte, date le due ore e mezza di concerto, accuse del genere non hanno davvero diritto di cittadinanza. Il Teatro non si è risparmiato neanche per un secondo e la jam session finale è stata il riassunto della serata: fuori da ogni grazia di dio.
Sì. Semplicemente perfetti.

Thank you ladies, fuck you gentlemen.

Rockabilly Joe

Annunci

5 risposte a “Appunti di Live: Il Teatro degli Orrori

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...