Jazz Sketches: Takin’ Off

Ci hanno sempre insegnato che non bisogna mai farsi ingannare dalle apparenze, che “l’abito non fa il monaco”, che non dobbiamo giudicare un libro solo dalla copertina. Eppure la prima traccia del primo disco di Herbie Hancock sembra essere l’eccezione che conferma la regola. Se infatti vi fermaste ad ascoltare la sua celeberrima “Watermelon Man”, non vi sbagliereste nel pensare che il 22enne che l’ha composta abbia veramente del talento. Questo semplice brano in 16 misure, “basic and earthly”, blues ma con un pizzico di funky, sancì infatti il successo del giovane pianista: non solo il pezzo divenne uno standard (un classico della musica jazz), ma grazie a questo (e al resto dell’album), pochi mesi dopo la sua uscita, il compositore era arrivato a suonare addirittura con il “principe del jazz” Miles Davis. Il titolo stesso del disco risulta a posteriori veramente profetico: Takin’ Off, inciso nel 1962 per la Blue Note, è veramente un “decollo” in grande stile.

I 6 brani hard-bop, tutti ottimi, semplici e puliti ma mai banali, includono i contributi dei grandi Dexter Gordon e Freddie Hubbard rispettivamente al sax e alla tromba e una sessione ritmica di tutto rispetto con Butch Warren al basso e Billy Higgins alla batteria (tra l’altro tutti musicisti più vecchi di Herbie). Insomma la carriera del giovane pianista di Chicago non poteva partire in maniera più brillante. Se però ancora state pensando (giustamente) che il primo disco è sempre un po’ come la “copertina del libro” per il successo di un musicista, vi assicuro che le “prime pagine” dell’opera di Herbie Hancock sono forse ancora meglio: personalmente considero Imperial Isles del ‘64 (che tra l’altro include la mitica “Cantalupe Island”), Maiden Voyage del ‘65 e Speak Like a Child  del ‘68 i “capitoli” più belli del suo libro.

Insomma Takin’ Off sembra veramente la copertina di un grandioso libro jazz, in cui vediamo il pianista e il suo strumento che prendono velocità, decollano e spariscono all’orizzonte, per non riatterrare mai più.

Wes

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2 risposte a “Jazz Sketches: Takin’ Off

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