TJF2012: L’anima jazz di Torino

La prima edizione del Torino Jazz Festival apre una nuova e promettente stagione del jazz torinese che in realtà, va detto, è sempre esistito ma che noi, da bravi piemontesi, abbiamo cercato di tenere nascosto. L’obiettivo della rassegna è stato quello di offrire decine e decine di eventi sparsi per tutto il centro della città in maniera libera, intensa e, soprattutto, gratuita. Tutto ciò all’insegna dei generi e delle modalità più disparate: dai grandi concerti in piazza Castello e Piazzale Valdo Fusi, agli spettacoli “minori” disseminati in molti locali della città. Dalla musica fusion alle big band (ce n’era davvero per tutti i gusti e le contaminazioni). Dalle letture proposte al Circolo dei Lettori, alla rassegna cinematografica “All That Jazz” al cinema Massimo.

Concerti main stage. A dare il via a questo TJF è stato l’elegantissimo concerto dei Buena Vista Italian Jazz che hanno suonato nella cornice di piazzale Valdo Fusi… e qui subito ci sentiamo di fare un appunto agli organizzatori del festival. Le domande che poniamo sono due: come mai è stata scelta proprio quella piazza? Come mai il palco è stato allestito in quel modo opinabile? Uno strano assetto, dettato (vogliamo sperare), da un’errata previsione circa l’afflusso di pubblico. Siamo sicuri che l’anno prossimo l’errore non si ripeterà.
Al concerto serale, una gremita piazza Castello ha ospitato il groove degli Yellowjackets orfani di Jimmy Haslip e di Bob Mintzer. Il concerto è stato coinvolgente e la band ha suonato come un solo uomo, ma sono stati il batterista Will Kennedy e il bassista Felix Pastorius (sì, proprio il figlio del grande Jaco) a rubare lo show e a incantare gli appassionati.

Il venerabile maestro Ahmad Jamal

Nella seconda giornata del festival il concerto pomeridiano ha offerto, al numeroso pubblico intervenuto, l’intensa performance del Venerabile Maestro Ahmad Jamal, mentre Dionne Warwick ha deliziato la folla di piazza Castello con le sue raffinate interpretazioni, tratte dal repertorio di Cole Porter e di Burt Bacharach: ad ascoltarla c’erano (secondo i resoconti del TJF) ben oltre 12mila persone. Un successo ampiamente giustificato per l’ospite d’onore del Jazz Festival.
L’inglese Ray Gelato è stato, invece, mattatore della terza giornata. La sua big band ha divertito il pubblico e ha fatto ballare persone di tutte le età. Alla sera il leggendario batterista Billy Cobham ha offerto un esaltante clinic delle sue abilità percussionistiche, accompagnato da una grandissima band di virtuosi (su tutti Camelia Ben Naceur alle tastiere).

Il quarto giorno ci ha riservato, per la qualità complessiva degli artisti impegnati, probabilmente la migliore band intervenuta a questo TJF. La fantastica “Hamp the Champ” (tribute band del famoso vibrafonista Lionel Hampton) si è esibita nella cornice (ribadiamo inadeguata) di piazzale Valdo Fusi. Il gruppo ha dimostrato un’energia incredibile durante tutto il concerto e il vibrafono di Jason Marsalis ha emozionato (specialmente nella celeberrima “Flying Home”). Un grande tributo a un immortale del jazz, il cui successo da parte del pubblico ha dimostrato nuovamente che Torino, di musica, in fondo se ne intende.
Alla sera, invece, piazza Castello ha ospitato l’affascinante Carla Bley. Accompagnata dalla Turin Project Big Band (band che coinvolge musicisti italiani e, in particolare, torinesi) l’artista californiana ha deliziato il pubblico con una suite dedicata alla città di Torino. Sfortunatamente, il tempo inclemente ha obbligato l’artista a interrompere il concerto, ma non appena la pioggia ha allentato la sua morsa la voglia di jazz dei torinesi si è fatta subito sentire, “obbligando” la band a tornare sul palco.

Ha chiuso il tutto la maratona musicale del 1 maggio. Sul palco di piazza Castello si sono esibiti senza sosta artisti del calibro di Lino Patruno, il Trio Rosemberg e Stefano Bollani, il quale è stato obbligato a concludere anticipatamente la sua performance a causa del brutto tempo (brutto tempo che poi ha impedito a Peppe Servillo di esibirsi). Ma si è trattato di un vero successo di pubblico anche in questo caso, con circa 10mila spettatori che, sotto la pioggia battente, hanno assistito alle note finali di questo TJF 2012.

Fringe Festival. Gli eventi collaterali, denominati fringe (dal termine inglese che significa “confine”, “bordo”) sono stati eterogenei e, nella maggior parte dei casi, molto interessanti. Alcuni ben riusciti (come le suggestive performance sul fiume Po di artisti del calibro di George Robert e Mark Nightingale, o il soul-jazz della Soulful Orchestra), altri decisamente non all’altezza degli eventi gustati sui palchi principali (una pletora di artisti, fan dell’avanguardia, che tentavano di fare i John Zorn, ma che, al contrario, hanno disorientato alquanto un pubblico fin troppo educato).

Nel complesso questo primo TJF, nonostante la pioggia battente degli ultimi due giorni, ha avuto un successo quasi inaspettato. La quantità di gente che si è presentata ad assistere agli eventi dimostra che il jazz è un genere musicale che parla ancora a tutti, senza distinzione di età, e che Torino è lo scenario ideale per amplificare questa voce. Da amanti del genere abbiamo infine appreso con grande gioia, tramite le parole dell’assessore Maurizio Braccialarghe, che la città è già impegnata a organizzare la prossima edizione di questo splendido festival.
Come diceva il compianto Lester Bowie: “il jazz è uno stile di vita”.

Orfeo, Wes, R.J.

PS. Vi segnaliamo questo link (tratto dal sito ufficiale del TJF) in cui potrete trovare le foto e, soprattutto, i video dei concerti di questa cinque giorni di jazz.

Annunci

3 risposte a “TJF2012: L’anima jazz di Torino

  1. Davvero un ottimo articolo, complimenti.
    Io spero che le prossime edizioni di questo festival non ci deludano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...