CineMusic: “Across the Universe”

Ultimamente al cinema si parla molto di Beatles; infatti, troviamo (ri)proposti nelle sale, ben due docu-film che parlano dei quattro di Liverpool: “George Harrison – Living in the Material World” e “LennoNYC”. Ho così deciso di parlarne anch’io, ma in un modo un po’ diverso. Non attraverso un documentario, non scegliendo una delle tormentate vite di uno dei Fab Four, né parlando della “leggenda” della morte di Paul McCartney. Ho deciso, invece, di parlare della loro musica attraverso un film che racconta tutt’altro: attraverso “Across the Universe”. Si tratta di un film musicale diretto da Julie Taymor; colorato, psichedelico e un po’ folle (non per niente è costruito su 33 canzoni dei Beatles).

La trama, di per sé, ha poco a che fare con i quattro di Liverpool: il giovane Jude lascia la sua città natale in cerca del padre che vive negli USA. Ed è qui che Jude inizia una nuova vita, si innamora della bella Lucy e si scontra con la realtà della guerra in Vietnam, dei movimenti pacifisti e anche con il mondo sconosciuto della musica. La peculiarità del film “beatlesiano” (se possiamo coniare questo termine) sta nel fatto che i nomi dei personaggi derivano tutti da brani dei Beatles: Jude (“Hey Jude”), Lucy (“Lucy in the Sky with Diamonds”), Max (“Maxwell’s Silver Hammer”), Sadie (“Sexy Sadie”), Jojo (“Get Back”), Prudence (“Dear Prudence”), Dr. Robert (l’omonima “Dr. Robert”), Mr. Kite (“Being for the Benefit of Mr. Kite!”), Molly (“Ob-La-Di, Ob-La-Da”), Desmond (sempre “Ob-La-Di, Ob-La-Da”), Rita (“Lovely Rita”) e Martha (“Martha My Dear”).

Numerosissime sono inoltre le citazioni:

  • Le due città in cui si sviluppa la storia: Liverpool (città natale dei Beatles) e New York (città della “trasformazione” di Lennon).
  • Verso la fine del film, il concerto sul tetto cita lo storico Rooftop Concert, ultimo live dei Beatles.
  • I pupazzi blu che circondano Mr. Kite durante la sua sequenza canora sono un chiaro riferimento ai “Biechi Blu” (Blue Meanies) di “Yellow Submarine”.
  • Nell’appartamento di New York, Max armeggia con un martello, richiamo alla canzone da cui prende il nome, “Maxwell’s Silver Hammer”.
  • Mentre viene suonata una versione strumentale di “A Day in the Life”, Jude scova sul giornale la notizia della morte del suo rivale in amore, richiamando il primo verso della canzone stessa: “I read the news today oh boy”.
  • Il personaggio di Jude sembra essere un chiaro riferimento a Stuart Sutcliffe, pittore e primo bassista dei Beatles e amico di John Lennon.

Le 33 canzoni dei Beatles presenti nella colonna sonora sono per la maggior parte interpretate dagli attori stessi, in nuove versioni, riarrangiate da Elliott Goldenthal. Tutte apprezzabili. Tutte eccellenti. Noi però ci sentiamo di consigliare “Come Together”, eseguita da Joe Cocker.
Buoni Beatles a tutti!

Chelsea Girl

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