Appunti di Live: Jon Spencer Blues Explosion

8 maggio 2012. sPazio211, Torino.

Non posso essere obiettivo quando si parla della Blues Explosion: per me il trio newyorkese,  guidato da Jon Spencer, è una delle 5 band (sì, mi tengo largo) più fighe, cool, sexy, posh, pazze e ruvide che ci siano su questo gnocco minerale che ruota attorno al sole. Mentre, a liceo, i miei compagni  attraversavano la fase ‘Nirvana’ cui vanno incontro tutti i pivelli, il pivello che vi scrive attraversava la sua personalissima fase ‘Jon Spencer Blues Explosion’. Cosa è stato per me poterli finalmente vedere live lo scorso 8 maggio? Beh, fate conto che Cobain sia passato allo sPazio211. Non sono blasfemo, semplicemente per me (sottolineo il per me) Jon è stato più importante di Kurt, per la mia maturazione musicale e per tutti i ricordi che mi legano al suo potentissimo garage blues.
E il concerto non mi ha deluso. Una fucilata di blues biascicato, sudore orgasmatico, psichedelia sorniona e riff ipnotici; tutto questo suonato senza un attimo di sosta (e in questo caso il modo di dire è letterale, dato che tra un brano e l’altro non c’è stato neanche un secondo di pausa, solo una lunghissima jam). Il vecchio Jon è animale da palcoscenico ormai consumato; tiene la folla in pugno anche quando fa il minimo sindacale. Comunica con il suo pubblico, incita, sbraita, vuole un filo diretto con chi gli sta davanti. La sua voce è calda, duttile, esuberante, a tratti nervosa, enfaticamente effettata; si adatta allo stile musicale della serata, perfetta in ogni sua imperfezione. Anche il pubblico, tutto sommato, si comporta da par suo: non si scatena più di tanto (no pogo), ma partecipa, scalpita, “canta” e suda. Un grande calderone vorticoso in cui musica e spettatori si incontrano e rincorrono.
Ve lo detto che non sarei stato obiettivo. La Blues Explosion, a tre metri da me, che suona “Sweat”, Blues x Man” e “Greyhound”: semplicemente un sogno che si realizza.

Pink

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2 risposte a “Appunti di Live: Jon Spencer Blues Explosion

    • Posso consigliarti “X-tra Acme USA”, compilation di b-sides e remix (che è stato, tra l’altro, l’album con cui li ho conosciuti), in cui suonano un blues un po’ più “canonico” e forse più facile da approcciare. Oppure “Now I Got Worry”, che è un po’ la summa dei dischi dei JSBX; quel misto di punk e blues che esce dal garage dietro casa.
      Pink

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