Amarcord live con Rockabilly Joe: Roger Waters

Un nuovo viaggio tra i ricordi musicali di R.J.

7 luglio 2011. Forum di Assago, Milano.

Imperdibile. Questo l’unico aggettivo che mi viene in mente quando vengo a sapere che il vecchio Roger Waters onorerà Milano con due date del suo “The Wall Live”. Subito parte la caccia ai biglietti; siamo sotto Natale e il concerto sarà a luglio, ma non si è mai troppo prudenti. I Pink Floyd ormai me li sono persi e Roger è la cosa che ci va più vicina di tutte [mentre scrivo, la notizia della reunion dei Floyd in occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2012 è di dominio pubblico da mesi, ma all’ora per me c’era solo Roger]. Per di più parliamo di un Waters che ripropone integralmente uno dei dischi più affascinanti e complessi della storia della musica: The Wall.
Lo ammetto, non che la serata inizi benissimo: coda infinita per raggiungere il Forum, parcheggio selvaggio e disguido con i biglietti, che quasi costa al mio compagno di viaggio il concerto. Nonostante queste fastidiose vicissitudini siamo dentro (dopo esserci persi “In The Flash”… sì, l’omino dei biglietti s’è beccato tutte le maledizioni possibili e immaginabili) ed è un po’ come tornare bambini nel proverbiale negozio di caramelle. Roger mette in scena uno sfavillante e complesso spettacolo teatrale, denso di metafore (il tour originale parlava di isolamento psicologico e personale, questa volta lo sguardo è rivolto verso la globalizzazione, il capitalismo, la politica e la guerra, e il messaggio non può che essere di condanna). Le coreografie sono qualcosa di stupendo (fuochi d’artificio, coriandoli, le marionette giganti di “Another Brick rogerin the Wall”, il maiale volante, l’esercito di ovvia ispirazione “fascista” dei Marching Hammers; di certo non il vostro normale concerto rock) e musicalmente Roger e la band non sono da meno. Durante l’esecuzione della prima parte (il “disco 1per intenderci) un finto muro di mattoni bianchi viene costruito in modo da separare la band dal pubblico; muro che diviene non solo metafora dell’opera rock dei Pink Floyd, ma vera e propria parte dello spettacolo (su di esso vengono proiettati effetti 3D e spezzoni del film The Wall). Propio sopra il muro, ha luogo il momento più commovente di tutto il concerto: l’escuzione di “Confortably Numb”, con un assolo di Dave Kilminster che mette i brividi. Quando finalmente, al grido di “tear down the wall“, il muro viene abbattuto è un tripudio di luci e coriandoli, e Roger riemerge tra le macerie, per salutare il suo pubblico. Senza tema di smentita il concerto più coinvolgente a cui mi sia capitato di assistere fino ad ora.
E, uscendo dal Forum, comprare la maglietta del tour è un obbligo.

Rockabilly Joe

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6 risposte a “Amarcord live con Rockabilly Joe: Roger Waters

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