Appunti di Live: Coldplay

24 maggio 2012. Stadio Olimpico, Torino.

Si mangia, si dorme, si improvvisano “salottini” in mezzo al prato, si fa la ola, si intona un altisonante “Oooooh” sulle note di “Viva la Vida”: ecco come passa il tempo per  i 40mila, scalpitanti appassionati come me, in attesa che i Coldplay facciano il loro trionfale ingresso in scena. Non bastano neanche le energiche esibizioni di Rita Ora e di Marina and the Diamonds (a mio avviso la più interessante delle due) a convogliare tutte le energie del pubblico; la trepidazione pervade l’aria e si può sentire l’elettricità del momento. Finalmente (insomma, si parte con 40 minuti in ritardo… ritardo, però, perfettamente ripagato) sulle note di “Hurts Like Heaven” ecco che lo stadio esplode, con un’energia incontenibile.
Peccato, in questi casi, non riuscire a vedere il palco se si è un po’ bassini o se non ci si guadagna da subito un posto privilegiato tra le prime file (in alternativa ad uno “comodo”, ma eccessivamente distante, sulle tribune); ci si affida pertanto ai maxi-schermi, che permettono comunque di avere una perfetta visuale del bel Chris Martin, in forma smagliante ed esplosivo come non mai. Saltella per tutto il palco cantando pezzi tratti dall’ultimo album, Mylo Xyloto, (la coinvolgente “Major Minus”, così come “Princess of China, in duetto con una Rihanna-in-video, o l’incantevole “Charlie Brown”). Ma è con i classiconi “Yellow”, “The Scientist” e “Warning Sign” che Chris riesce a far emozionare pienamente il pubblico. La sua voce, unita all’impeccabile esecuzione di Jonny Buckland, Guy Berryman e Will Champion, incanta la folla. E la suggestione aumenta grazie alla curatissima (e sorprendente) scenografia: giochi di luci, coriandoli, fuochi d’artificio e braccialetti luminosi dati in dotazione ad ogni fan (!!!) trasformano lo stadio in una distesa di mille colori, che ondeggiano a ritmo di musica.
Le luci si spengono dopo appena tre quarti d’ora d’intrattenimento: possibile sia già ora di gridare “Biiiis, biiiiis”?!? Ecco, però, che mi ritrovo a seguire il flusso della folla che si sposta alla mia destra. Le luci si accendono nuovamente e Chris è a cinque metri da me, sul Palco C. Estasiata, proprio come i miei vicini, ed i vicini dei miei vicini, rimango ad ascoltarlo mentre intona uno dei pezzi che più amo dell’ultimo album, “Us Against the World”, seguito dall’ultrafamosa “Speed of Sound”, entrambe in versione unplugged.
È la magia della musica, che percorre le migliaia di corpi stretti che si muovono all’unisono, accomunati dall’amore per questa fantastica band. È quella gioia che si diffonde nell’intonare “dreamed of para-para-paradise” insieme ad altre 39mila e 999 persone. La gioia di immaginare un “Coldplay feat. Pubblico Stadio Olimpico di Torino”, mentre si perde la voce a furia di gridare. La gioia di chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalla magia di un momento sognato e atteso da tempo.

Lady Writer

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