10 consigli per diventare il DJ del futuro

Dopo le “band indie” e i “jazzisti“, torna la nostra “Top Ten List”. Quest’oggi cercheremo di trasformare voi nerd con gilet e cravattino nel prototipo del DJ rimorchione, giusto in tempo per quella fantastica festa di liceali che c’è sempre al mare da voi, agli inizi di agosto.
Ps. ribadiamo (per chi non l’avesse ancora capito) che la rubrica è squisitamente ironica.

  1. Prima di tutto vi servirà l’armamentario giusto. No, non preoccupatevi, non vi servono né piatti, né turntables. Dato il livello odierno dei DJ, se avete un laptop siete già a metà strada. Se poi riuscite a scaricarvi anche un buon programma per DJ (ora dico Ableton, ma solo perché se lo nomino mi becco una percentuale sulle vendite) avete praticamente fatto jackpot.
  2. Cercatevi un nome. State tranquilli, andrà bene qualsiasi cosa (letteralmente qualsiasi cosa). Da “DJ Figo” a “Ironik Setups”, tutto è lecito.
  3. La cosa più importante per diventare un buon DJ è avere un botto di amici. Ma questo non basta. Questi amici devono anche essere appassionati di musica elettronica. Ma questo non basta. Più nello specifico devono essere appassionati del genere/sottogenere musicale che pensate di mettere alle vostre serate. Avere amici che non vengono a sentirvi sarebbe un po’ sterile, no? Piuttosto abbandonateli in autostrada e createvi il giro giusto.
  4. Dato che gli amici in carne ed ossa difficilmente verranno a sentirvi “suonare” più di una volta (e se proprio non volete accettare il consiglio di lasciarli agonizzanti in autostrada) l’unica alternativa che vi rimane è lo spam selvaggio attraverso i social network. Siate impertinenti e opportunisti; i vostri nuovi followers apprezzeranno.
  5. Ora passiamo alla parte più importante (sì, più importante del nome e, diavolo sì!, anche più importante della musica e delle vostre capacità tecniche): stiamo parlando del gimmick. Il gimmick indica il vostro appeal, ovvero le caratteristiche del vostro dj-personaggio che state per “vendere” al pubblico. Ricordate, se non siete belli-belli in modo assurdo il vostro pubblico si ridurrà drasticamente (a meno che non mettiate in gioco le straordinarie capacità tecniche di cui sopra). Se proprio non ci riuscite, vi toccherà faticare davvero per farvi notare. Potete provare con qualche outfit eccentrica: il look hipster con la “barba ironica”, gli occhiali alla Steve Urkel e il risvolto ai pantaloni; il look prep school con cravatta coordinata. Al diavolo, potete anche vestirvi da clown per quello che importa!
  6. Ora si parla di musica. Per farvi conoscere vi servirà almeno una demo. Punto primo: girate il web alla ricerca di qualche bravo DJ underground. Punto secondo: studiate a fondo il suo mixtape per rubargli qualche idea. Punto terzo: massì, fate che scaricarvi direttamente il mix, piazzateci sopra il vostro nome e spacciatelo come vostro. Se proprio avete paura che qualcuno possa riconoscere il lavoro di un altro, potete cucirci sopra qualche “drop the bassà la Skrillex (che ora vanno tanto di moda) nei punti strategici.
  7. Ora che avete una demo, per procurarvi il vostro primo ingaggio, vi toccherà avere a che fare con dei promoter. Questa figura mitologica difficilemente si interesserà a voi o al vostro talento; per questo servirà un piccolo incoraggiamento. Dovrete vendervi bene, mostrandogli il numero esorbitante di amici che potrebbero venire alle vostre serate (è qui che il punto 4 torna utile). Se non basta offritegli un incentivo: pulirgli casa, portare a spasso il suo cane o vendere il vostro corpo, potrebbe rivelarsi utile.
  8. Al concerto vero e proprio cercate di suonare quando il pubblico è ubriaco marcio o si è dato ai viaggi lisergici. La vostra musica sembrerà la migliore del mondo e verrete acclamati come neanche Four Tet.
  9. Mentre suonate ricordate di fare un po’ di scena: girate manopole, schiacciate bottoni a caso, ascoltate la musica in cuffia o fate qualche scratch coreografico; insomma apparite professionali e impegnati.
  10. Ora che siete finalmente un deejay fatto e finito approfittate dei free drink, crogiolatevi nella vostra spettacolarità e rimorchiate qualche squinzia. Ve lo siete meritato!

Dato che il punto 10 non era un vero e proprio consiglio, vi lasciamo con quest’ultimo suggerimento che potrebbe esservi d’aiuto nei momenti di impasse. Quando vi faranno la fatidica domanda: “Ma, alla fine, cosa diavolo fa un dj?” voi rispondete così: “Beh, sai, fare il dj non significa solo mettere i dischi a tempo, vuol dire soprattutto saper scegliere gli album giusti per il momento giusto, saperli combinare abilmente, creando così un mondo nel quale far scatenare le persone in pista e lasciarsi…” Cioè, insomma, avete capito, no?

DJ Mix

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5 risposte a “10 consigli per diventare il DJ del futuro

  1. è incredibile come la situazione sia così a puttane come hai scritto (in maniera “squisitamente” ironica 🙂 ).. è così difficile cercare di diventare un Dj senza sentirti proprio così: un venduto o anche peggio.. uno cerca di farsi strada, ma là fuori è pieno di persone che non hanno nessun tipo di abilità se non quella di farsi notare e vendersi bene che rubano lo spazio. il problema non è la figura del Dj in sé, ma quello che l’hanno fatta diventare.

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