CineMusic: “Lezione Ventuno”

Proviamo con l’eclettismo. Mettiamo insieme il personaggio di un libro (Mondrian Killroy, dal romanzo City), uno scrittore (Alessandro Baricco) e una sinfonia (la Nona di Beethoven). Ciò che ne esce è Lezione Ventuno. Il film è l’esordio cinematografico dello scrittore torinese Alessandro Baricco; i protagonisti sono il professor Killroy e la sua celebre lezione incompiuta, la numero “21” per l’appunto, quella in cui distruggeva senza remore la celebre Sinfonia di Beethoven (considerata dal professore un “falso capolavoro” della storia). Anni dopo la scomparsa di Killroy, la sua pupilla Martha si mette sulle tracce di quest’ultimo, per scoprire la conclusione di quell’illuminante lezione.

“Il 7 maggio 1824 si tenne a Vienna la prima esecuzione pubblica della Nona diretta da un Beethoven ormai completamente sordo. Quest’opera rappresentava per lui l’ultima occasione per dimostrare il suo inestimabile e infinito talento, anche di fronte ad una fama svanita che lo aveva ormai lasciato in un melanconico isolamento / Stacco / Nell’inverno dello stesso anno venne ritrovato, su di un lago ghiacciato nei pressi di Vienna, il corpo assiderato di un giovane violinista. Stringeva con tale forza e intensità il suo strumento che fu impossibile staccarlo.” Questo era l’inizio della lezione di Mondrian Killroy. Il professore sosteneva che il giovane violinista, di nome Peters, poco prima di morire avesse incontrato un bambino… o meglio un angelo, richiamato sulla terra dalla musica dell’ultimo Quartetto. Il seguito della lezione, della pellicola, è la storia di quel misterioso incontro, in cui si discusse, in maniera futile e mondana, della celebre figura di Ludovico Van.

Lezione Ventuno non è un film su Beethoven e neanche sulle “note” che compongono la Nona. Qui la musica diventa personaggio vivo della società ed è lo spunto provocatorio che Baricco utilizza per parlarci della cultura di oggi (legandosi, in questo, modo al suo saggio I Barbari); l’intento della pellicola è quello di capovolgere i miti per poi ricostruirli. Certo, la molteplicità di narratori messi in gioco potrebbe indurre un senso di smarrimento nello spettatore meno disponibile, ma il film va preso per quello che è: prezioso, fantasioso, pure pretenzioso, infarcito di civetterie di classe (come il far nascere la musica ‘sublime’ dallo scalpitio degli zoccoli dei cavalli, dall’aprirsi di un ventaglio o dal canto di un uccello). La nostra scelta è ricaduta su questo film in particolare per mostrare quanto la musica e la conoscenza di quest’ultima possano essere usate come metro di giudizio della nostra cultura e della società. Per cui, complimenti a questa visione di Baricco.

Chelsea Girl

Annunci

3 risposte a “CineMusic: “Lezione Ventuno”

  1. Pingback: CineMusic: “Hair” | La Lira di Orfeo·

  2. Ecco, io ero una di quelle che ha percepito un grande senso di smarrimento mentre guardava il film; forse dovrei dargli un’altra occhiata. In ogni caso molto poetico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...