I 100 anni di Woody Guthrie

Il nostro tributo al menestrello americano. L’uomo che ispirò Bob Dylan e Bruce Springsteen.

14 luglio 1912. In una piccola città dell’Oklahoma, chiamata Okemah, i signori Charles e Nora Guthrie danno alla luce il loro secondogenito; un maschio a cui decidono di dare lo stesso nome del 28° presidente degli Stati Uniti D’America, Woodrow Wilson. Crescendo, il piccolo Woody deve sopportare ogni genere di disgrazie, dai problemi finanziari del padre, alla tragica morte dei genitori e della sorella Clara. Per scappare da una situazione che rischia di schiacciarlo psicologicamente, impara a suonare la chitarra, l’armonica, il mandolino e si appassiona alla musica popolare americana. Inizia anche a scivere delle canzoni; sono canzoni che parlano della vita della gente, dei lavoratori, delle loro lotte e della fatica quotidiana per la sopravvivenza.

Per quelli di voi che ancora non conoscessero Woody Guthrie, stiamo parlando del primo vero cantautore americano; padre della canzone di denuncia sociale e menestrello della Grande Depressione. Uno che girava il paese con la sua inseparabile chitarra, che aveva decorato con lo slogan “This Machine Kills Fascists“. Un artista che con le sue canzoni ha ispirato il figlio putativo Bob Dylan, ma non solo. Anche Bruce Springsteen, Johnny Cash, Joe Strummer e gli U2 hanno maturato un debito artistico enorme con il “Dust Bowl Troubadour“. Fu il primo bianco a cantare una canzone di protesta nera, assieme a un cantante di colore -l’immenso Lead Belly- nel duetto “Pretty Boy Floyd”, brano con cui volle sfidare il perbenismo degli States. Un autore di canzoni entrate di diritto nel canone musicale statunitense (“This Land is Your Land”, vero e proprio testamento del cantautore di Okemah). Un uomo che durante il Maccartismo, a causa della sua militanza nella sinistra americana, fu inserito nelle liste nere e perseguitato: una situazione che gli rese la vita impossibile, impedendogli di continuare con il suo lavoro e aggravando la sua salute fisica e mentale. Dopo aver contratto una grave malattia ereditaria -la Corea di Huntington- Woody venne ricoverato in ospedale, all’età di 42 anni. Ci rimase fino alla sua morte, avvenuta il 3 ottobre 1967.

Ormai sono passati 100 anni dalla nascita di questo pioniere. L’America ha già iniziato a tributargli spettacoli, concerti, incontri e conferenze, e continuerà a farlo per tutto il 2012. Sul web c’è anche un sito creato apposta per il centenario. Anche noi non possiamo fare altro che unirci a loro nell’augurare un buon compleanno a Woodrow Wilson Guthrie. Ti ringraziamo per tutta la musica che ci hai regalato e per averci insegnato che si può protestare anche imbracciando una chitarra.

Orfeo

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