Il Dr. Musikstein Consiglia: In the Reins

“In the Reins”, Calexico with Iron & Wine, 2005.

In the ReinsSi abusa fin troppo dell’espressione “strana coppia”. Anche io, andando a memoria, ho dato sfoggio del cliché più e più volte, ma in questo frangente non potevo astenermi. Nessun’altra formula lessicale riesce ad essere più efficacie nell’esprimere il mio stupore (e perfino un filo di perplessità), quando per la prima volta ho letto sulla copertina di questo EP i nomi di Iron & Wine e della band di Joey Burns e John Convertino. Dopotutto la creatura di Sean Beam non è la prima scelta che viene in mente se decidi di “rockeggiare” (vi prego, non dite a nessuno che ho usato questo temine). Sorprendentemente il risultato non solo è positivo, ma addirittura incantevole. Le due entità lavorano come un sol uomo e la musica espressa nel disco è la sintesi perfetta delle anime dei musicisti coinvolti. Da un lato il lirismo e le melodie delicate di Iron & Wine, dall’altro lo splendore orchestrale tex-mex dei Calexico. Le sette tracce che compongono questo EP -dolce, dai suoni morbidi e non troppo lungo- sono state scritte tutte dal nostro Sean Beam, che si serve dei pedal steel, delle percussioni e dei fiati dei Calexico per cercare di creare un sound nuovo. Ecco, allora, tutte quelle aperture strumentali che non ci aspetteremmo mai di trovare, ascoltando un album di Iron & Wine.

Subito si parte con uno dei pezzi migliori del disco, “He Lays in the Reins”, seguita  a ruota da altre due tracce che ci aiutano a capire quale sia la cifra stilistica delle due band, con le loro melodie evocative sostenute dalla voce di Sean (soprattutto in “A History of Lovers”, dove le distinte personalità dei partecipanti iniziano a fondersi conpletamente, esplorando territori un po’ comuni e un po’ estranei alla loro solita musica). E pur nella ballata blues-rock, “Red Dust”, tanto ovvia nel suo svolgimento quanto efficacie, il gruppo riesce a strappare un sorriso all’ascoltatore. “Sixteen, Maybe Less” è un altro chiaro esempio della sinergia creatasi tra Iron & Wine e i Calexico. Chiudono le due tracce finali, con “Dead Man’s Will” che rappresenta l’altro apice del disco, pure se in questo caso assistiamo ad un brano che è quasi una prova solista di Sean Beam. In definitiva, i fan delle due band non potranno che essere entusiasti di questo EP, perfetto da ascoltare mentre il sole lentamente scompare all’orizzonte. Consigliato caldamente.

Dr. Musikstein

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3 risposte a “Il Dr. Musikstein Consiglia: In the Reins

  1. a me, l’anima di cui parli, sembra abbastanza latitante. mi sembra un lavoro in cui i due artisti si copiano a vicenda.

    • Scherzi, vero? riescono a trovare un’equilibrio incredibile e si aiutano a superare i propri limiti a vicenda. Ammetto che un album intero sarebbe un po’ noioso (ma xké questi 2 artisti, presi singolarmente, lo sono già di base dopo un po’), ma l’EP da 7 tracce è perfetto.

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