Appunti di Live: Elio e le Storie Tese

18 settembre 2012, 45° Nord, Moncalieri (To).

Concerti negli stadi, spettacoli a teatro, live di beneficenza, esibizioni gratuite, festival estivi. Per gli Elio e le Storie Tese non fa alcuna differenza; la band di Stefano Belisari dà sempre il massimo in ogni situazione.
La serata nell’ambito della rassegna Ritmika (manifestazione organizzata dal comune di Moncalieri) è una di quelle che gli Elii fanno ‘aggratis’ per il gusto di suonare e di stare a contatto con il loro magnifico pubblico, sempre numeroso. Per lo spettatore meno smaliziato -leggi che segue da poco tempo il gruppo milanese-, l’aggettivo gratuito potrebbe venire interpretato con l’equazione niente soldi = la band suona a scartamento ridotto, con un abbassamento del livello tecnico, della voglia e, soprattutto, di quell’intrattenimento irriverente che è il marchio di fabbrica degli Elio e le Storie Tese. Niente di più lontano dalla realtà; l’esibizione è come al solito impeccabile, mentre la scaletta propone un ottimo mix di pezzi storici e di brani più recenti.

Senza indugi gli Elii sparano “John Holmes”, “Burattino Senza Fichi” e “Omosessualità” per solleticare il palato delle fave di lunga data, intervallate dalle ‘nuove’ “Gargaroz”, “Pilipino Rock” e “Heavy Samba”, il tutto suonato con una competenza tecnica mostruosa, unita alla proverbiale leggerezza cabarettistica (battute su Emma Marrone, divagazioni pseudointelletuali su internet, l’inseparabile pollo di gomma che “canta” l’inno d’Italia) e alle folli incursioni sul palco dell’architetto Mangoni, in versione “bestia del rock” per la serata. E quando propongono l’inedito “Come gli AreA” -brano tributo alla band avant-garde di Demetrio Stratos-, il livello tecnico si alza ancora di una tacca e il pubblico va giù di testa (“come tutti sanno il pubblico fascista non ha mai capito un cazzo di musica” e giù applausi).
Dopo la hit “Parco Sempione”, salutata dal grido “Formigoni pezzo di merda”, e al maestoso hard rock de “Il Rock and Roll”, ecco il segmento disco power, con brani come “La Bella Canzone di Una Volta” (riarrangiata per l’occasione) e “Discomusic”, in cui Mangoni dà il meglio di sé, prodigandosi in balletti improbabili. Mattatore della serata, l’architetto rimane ancora sul palco, questa volta in versione MC, per coreografare e duettare sulle note de “La Visione” (la volevo fortissimamente, sono stato accontentato). Con “Born to Be Abramo” siamo in chiusura, ma per il nostro piacere, il bis è affidato al brano “Saturday Night’s Alright For Fighting”, cover di Elton John cantata dall’immensa Paola Folli, e all’immortale “Tapparella”, che scatena una volta di più il pubblico, con il coro “Forza Panino”.

Non c’è niente da fare. Anche se ho visto gli Elio e le Storie Tese dal vivo in un milione di occasioni diverse, ogni volta che termina una loro esibizione mi sembra di aver appena assistito al concerto della vita, quello che cancella per bellezza tutti i precedenti. Anche questa volta la sensazione è stata quella.

Pink

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