10 consigli per riconoscere e difendersi dai “tipi da concerto”

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Per tutti noi, amanti della buona musica, non c’è niente di più bello dell’evento ‘concerto’. Si tratta della summa del tutto, il momento in cui possiamo entrare fino in fondo in sintonia con la nostra band preferita, ascoltando le canzoni che amiamo. Però, sfiga, c’è anche un sacco di altra gente intorno a noi e, ovviamente, il dio della musica ha messo al mondo ‘sti tizzi appositamente per romperci le balle. Assistendo ad un concerto potrebbe esservi capitato, più e più volte, di finire accanto a varie tipologie di spettatore. Ecco la nuova “Top Ten List” con i nostri consigli per riconoscerli e difendersi alla bell’e meglio.

  1. L’esaltato. Una delle specie più comuni in cui imbattersi ai concerti. Sa tutte, ma proprio tutte le canzoni del gruppo e, fiero, le canta a squarciagola (comunque meglio lui del corista maccheronico, ovvero colui che, non conoscendo le parole, articola suoni per assonanza). Inoltre si muove in maniera esagerata, braccia larghe e gomiti alti, continuando a cozzare ripetutamente contro di voi. Essendo virtualmente impossibile risvegliare il soggetto da questa trance mistica, le possibilità sono: a. urlargli contro che il gruppo sul palco fa davvero schifo (in questo caso preparatevi alla rappresaglia), b. allontanarsi con classe.
  2. Il radical chic annoiato. Gli appartenenti a questo antico gruppo tribale continueranno imperterriti a rimproverarvi durante tutta la serata perché vi muovete troppo, perché cantate troppo, perché scambiate due parole con il vicino… insomma perché siete troppo partecipi dell’evento. Esemplari del genere sono molto comuni ai concerti dei Radiohead, dove rimbrottano come vecchi nonni tutti quelli che si permettono anche solo di ondeggiare sulle note della band inglese. Se siete fortunati il soggetto se ne andrà subito dopo il gruppo spalla (“perché il main act è troppo mainstream”), altrimenti vi consigliamo di fingervi cerebralmente morti; il radical chic perderà interesse per voi, dirigendosi, quindi, verso lo stormo danzereccio più vicino, così da poterlo catechizzare.
  3. L’ubriaco. È giusto, anzi sacrosanto, potersi fare un paio di birre quando si va al concerto del proprio artista preferito. A volte, però, alcuni mammiferi marsupiali si fanno prendere troppo la mano; ecco come gli scienziati spiegano la nascita del cosiddetto ubriaco da concerto. Per ammazzare il tempo, il nostro si è fatto tot birre sotto il sole cocente e ora ha lo sguardo di un lamantino spiaggiato (e siamo solo al secondo pezzo). È importante non distogliere l’attenzione dalla sua faccia: il mutare del colore del manto è l’indicatore che segnala quando l’ubriaco sta per dare di stomaco. Non potete sfuggirgli, siete avvisati. Si consiglia impermeabile.
  4. Il sudaticcio. Con la sua fronte imperlata e la sua folta criniera grondante sudore, questo simpaticissimo esemplare di scimmia antropomorfa vi regalerà una doccia gratuita ogni volta che il ritmo incalzante lo costringerà all’headbagging. Non dimenticatevi l’ombrello.
  5. Il giocatore di pallacanestro. Non importa quanto siete alti, ci sarà sempre qualcuno più grosso di voi che vi si piazzerà proprio davanti, impedendovi di seguire lo show. Le soluzioni sono una scala o, alternativamente, gambizzarlo con una “vecchia” ben assestata.
  6. Il talkbox. Dicesi talkbox quell’esponente della fauna concertistica che, dando quasi sempre le spalle al palco, parla incessantemente con i numerosi amici al suo seguito. Varianti sono la radio umana (quello che urla il titolo della canzone che vorrebbe ascoltare all’indirizzo della band… con il palco a 50 metri di distanza) e l’indovino (sa sempre quale canzone il gruppo sia in procinto di suonare e non perde occasione per renderne partecipe i vicini). In tutti e 3 i casi si consiglia tappo da inserire nell’apposita fessura.
  7. Il tecnico. Sguardo fiero, postura eretta, una mano su di un fianco e l’altra che si accarezza il pizzetto neanche fosse uno dei cattivi di James Bond. Il tecnico da concerto passa in rassegna e valuta tutta la strumentazione presente sul palco. Vive un rapporto di simbiosi quasi totale con il calcolatore (quello di “ma questo palazzetto qui mica le tiene 10.000 persone, fammi fare due conti”). Del primo potete liberarvi chiedendogli che tipo di coni monta l’amplificatore del musicista che sta dall’altro lato del palco: questo dovrebbe allontanarlo da voi. Per quanto riguarda il secondo soggetto, cercate di confonderlo con una supercazzola tipo “il Forum tiene 11.000 persone come antani con scappellamento a destra dei 14.000 dell’Olimpico e la prematurata dell’Estragon, no?”.
  8. Il delicato. Animale irascibile e rissoso. Tutt’intorno si sarà in migliaia, ma se lo si sfiora anche solo con un’anca, va fuori di testa. Di solito si calma quando vede che chi gli ha fatto lo sgarro è più grosso di lui o è in compagnia di amici. Nel caso siate preoccupantemente soli, buttatela sulla bagarre verbale e cercate alleati tra i vicini.
  9. Il tizio che “a me ‘sti qua non interessano, accompagno solo un amico”. Si tratta di una specie abbastanza innocua, ma non commettete l’errore di farvi coinvolgere in una discussione riguardo la sua musica preferita: di sicuro sarà quanto di più lontano ci sia dal vostro gusto. Dopo aver appurato con orrore la vostra diversità musicale, il soggetto non perderà occasione per sottolineare quanto siano patetici i gruppi che ascoltate. Storditelo con un “Vasco fa schifo!” e allontanatevi velocemente.
  10. Il concentrato. Si vede che è attento a non perdersi neanche un secondo dello spettacolo che ha davanti. È il compagno ideale da avere al proprio fianco. Potete colpirlo, spintonarlo, lavarlo con una birra, schizzarlo con il sudore, piazzarvici davanti oscurandogli la visuale; il concentrato alzerà placidamente un sopracciglio, facendo finta di niente. Ammettiamolo, è lui il vero eroe della serata.

Rockabilly Joe

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4 risposte a “10 consigli per riconoscere e difendersi dai “tipi da concerto”

  1. spettacolare, mi sono scassata dal ridere! io sono la tizia che finisce perennemente dietro il giocatore di pallacanestro.
    però ti sei dimenticato di una nuova specie che si è sviluppata negli ultimi tempi: il temibile fotografo insaziabile. Braccia alte, scatta 300 foto al secondo, disturbandoti durante tutta la durata del concerto.

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