Folk Talk: Alpinkatzen, il potere delle montagne

Alpikatzen

Nel nostro blog, uno spazio ad hoc per il folk ci voleva. Intanto è un genere che piace sempre, orecchiabile, semplice e sopratutto onesto. Poi si tratta di una musica dalle mille possibili declinazioni, che si adatta ad usi e costumi, epoche e luoghi, senza mai perdere di essenza e identità. Quindi non aspettatevi un post su Bob Dylan, qui cercheremo di dare un po’ di spazio alle facce del folk meno noto.

La musica folk “montana” è un genere decisamente particolare: alla bellezza universale della musica popolare si unisce infatti il frugale richiamo della natura che le montagne inevitabilmente trasmettono. Se poi ad immortali strumenti come fisarmonica e violino si unisce una chitarra elettrica, il risultato è una musica che ha letteralmente il potere di far “viaggiare”, una melodia dall’energia infinita. Questo è il caso degli Alpinkatzen. Trovate che il nome di questo gruppo assomigli a un raro fiore montano con misteriosi poteri afrodisiaci? Un antico Dio nordico della fertilità? Una danza tipica dei paesi alpini per celebrare l’arrivo della primavera? Ok, forse è così. Ma all’ilarità si aggiungerà anche un’ampia dose di puro piacere musicale quando sentirete suonare questo energico gruppo austriaco (tra l’altro il nome significa ‘Gatti Alpini’). Nati a Vienna nel 1986 dal genio di Hubert von Goisern, musicista sperimentale, compositore e virtuoso della fisarmonica, gli Alpinkatzen assumono la formazione definitiva nei primi anni ’90: tastiera, batteria, chitarra e la splendida voce della diciottenne Sabine Kapfinger, regina dello jodel. Aufgeigen statt niederschiassen, primo lavoro, esce nel 1992 e cattura subito l’attenzione con la celebre “Koa Hiatamadl. Dopo un secondo album (Omunduntn, che contiene anche la mitica “Iawaramoi”) e un tour di due anni in giro per il mondo, la band si scioglie definitivamente nel 1994. Alla vita sorprendentemente breve della band corrispose un successo altrettanto inatteso. Il gruppo diventò presto il “suono ufficiale” delle montagne austriache e tedesche e il motto “Ziehharmonika goes Rock ‘n’ Roll” diventò la sintesi del folk sfacciato degli Aplinkatzen; insolito, spesso contradditorio e decisamente all’avanguardia per la mitteleuropa nei primi anni ’90.

Proprio nella popolarità del folk e nell’energia del puro rock ‘n’ roll questa musica, mai commerciale, trova il suo successo tra migliaia di fan di tutte le età, curiosi di riscoprire le realtà delle proprie radici montane senza rimanere necessariamente legati all’eterno binomio di “modernità e tradizione”, ormai più che un cliché (il gruppo declinò sempre gli inviti a comparire su Musikantenstadl, qualcosa tipo un MTV del folk in lingua tedesca, definendolo «90% spazzatura»: grandissimi). La freschezza e l’energia degli Aplinkatzen sta infatti proprio nell’aver trovato un modo di proiettare l’immaginario tradizionale montanaro, fatto di maglie di lana, pantaloni alla zuava, fisarmoniche e musiche locali, sul palco a fianco di una chitarra elettrica, proponendo un repertorio originale e mai scontato, realmente emozionante.

Mr. Kite

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2 risposte a “Folk Talk: Alpinkatzen, il potere delle montagne

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