La piccola libreria musicale: “Jazz!” di Carlo Boccadoro

Jazz! BoccadoroI libri di critica musicale rischiano spesso di prendere un’insopportabile deriva di autocompiacimento, assolutamente tipica del mondo dei “critici”. Quando poi si parla di jazz i confini si fanno ancora più sottili. In questo caso però vogliamo spezzare una lancia in favore di un testo che è ormai ampiamente riconosciuto come uno tra i più riusciti libri divulgativi sull’argomento. L’obiettivo è semplice: illustrare nel modo più cristallino e diretto possibile i caratteri, le influenze e le sonorità che definiscono maggiormente i lavori centrali dei musicisti più famosi, consentendo a chiunque di avvicinarsi a questo intricato e confuso mondo, così da comporre una propria libreria jazzistica di partenza. Questa la missione intrapresa da Carlo Boccadoro nel suo libro Jazz! Come comporre una discoteca di base (2005), edito da Einaudi. È ovvio che, come sempre, una certa dose di soggettività nella selezione delle voci emerga inevitabile. Tuttavia è indubbio che si possano (e quindi si debbano) definire anche numerosi “paletti” in qualche modo ufficiali e universali (siamo tutti d’accordo che Miles Davis, John Coltrane, Duke Ellington e Charlie Parker non possano mancare, giusto?). Partendo da questa premessa Boccadoro articola il libro -che diviene quasi un breve manuale- in diverse sezioni, suddivise alfabeticamente e per strumenti musicali, raccogliendo i lavori immortali dei grandi del jazz.

Immaginate di girare tra gli infiniti scaffali di uno di quei giganteschi negozi di dischi jazz e di trovarvi immersi in un mare di generi, formazioni, stili e case discografiche. Invece di prendere una decisione basandovi solo sulla fantasia artistica della copertina del disco o da quanto questo ­-qualora usato- sia impolverato e consumato (notando anche, con un po’ di delusione, che il commesso ha capito benissimo che non avete la minima idea di quello che state comprando e vi guarda con supponenza), potrete prima farvi un giro nella vostra discoteca portatile. In poco meno di 300 voci (nei cui brevi commenti troverete decine di riferimenti e spunti di approfondimento) potrete “passeggiare” alla ricerca di un buon pianista bebop o di un arrangiatore che ha fatto la storia della musica. Potrete allora ritornare in quel gigantesco negozio di dischi jazz e chiedere al maledetto commesso, che ancora vi squadra con aria di supponenza, se ha qualcosa di Hampton Hawes: “Ah, non avete nulla del grande pianista di Los Angeles? Sapreste dirmi dove posso trovare un vero negozio di jazz?”

Wes

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