Musica e silenzio. Brian Eno alla Venaria Reale

Brian Eno è uno di quei nomi che non hanno bisogno di presentazioni. Quando si cita il pioniere dell’ambient music, il “musicista-non musicista”, come ama definirsi, si sta parlando di un vero e proprio tesoro musicale che trascende generi e stili. Il tesoro di cui sopra ha recentemente regalato alla Galleria Grande della Reggia di Venaria, capolavoro settecentesco di Filippo Juvarra, una colonna sonora personale. “12 Seasons. Music for the Great Gallery of the Palace of Venaria”, questo il titolo, è un aria che si compone di due tracce sonore di circa un’ora, divise in 12 sezioni (le 12 seasons del titolo). Quest’opera è stata concepita e creata da Eno appositamente per la Reggia, su invito del Consorzio La Venaria Reale.

Il compositore inglese ha affermato di aver passato mesi a lavorare sulla musica per la Galleria Grande. Appena arrivato alla Reggia, però, Eno si è accorto di un problema; “quello che avevo composto, nel mio studio di Londra immerso nel grigio clima inglese, era qualcosa di introspettivo e, in qualche misura, buio. Era senza dubbio un brano da ‘interno’, tuttavia, la cosa più sorprendente della Galleria Grande è che è uno spazio chiuso immerso nella luce e nello spazio”. Quando infatti Eno è arrivato alla Reggia per il soundcheck, lo scorso maggio, si è reso conto dell’errore. Lo spazio barocco, molto raffinato ma insieme potente, lambito dalla luce che entra dalle numerose finestre, lo ha costretto a ripensare daccapo la sua opera. Ben poco della composizione originale è rimasto e Brian ha deciso di impostare il lavoro in maniera completamente differente: il suono, ora diffuso da appena quattro casse (due poste all’ingresso e due all’uscita della Galleria), risulta fluido e frammentato; è un suono che cambia a seconda della posizione in cui il visitatore ascolta. Il compimento di quest’aria è raggiunto nell’istante in cui l’ascoltatore si pone al centro della Galleria; i due movimenti magicamente si ricompongono, avvolgendolo completamente.

“Concettualmente questa musica è simile a certi miei lavori di circa quarant’anni fa” dice Eno, “continuo a essere affascinato dalla gamma di trasformazioni possibili a partire da uno stock limitato di note”. Ed effettivamente il lavoro è simile alle serie ambient del Brian Eno anni ’70/’80 (Discreet Music o Music for Airports per fare degli esempi) con la classica strizzata d’occhio al lavoro minimalista di Terry Riley, perché la ripetizione e la scomposizione, l’ex Roxy Music ce le ha nel sangue. I due movimenti sono formati da melodie appena abbozzate. Gli archi costituiscono l’ossatura del componimento. Le pause e i silenzi, invece, giocano con il particolare effetto di riverbero che si crea tra le pareti della Galleria Grande: i suoni, avendo un lungo tempo di decadenza, restano sospesi nello spazio e si inseguono, colmando il luogo di una sensazione di pace e tranquillità… per un istante ho anche sperato di scorgere un divanetto su cui rilassarmi e godermi l’originale componimento.

L’inaugurazione di questa interessante installazione sonora si è svolta ormai molto tempo fa (lo scorso 7 luglio), ma ancora oggi è possibile recarsi alla Galleria Grande (chiamata impropriamente Galleria di Diana) e godere del genio di Brian Eno fino a fine novembre. Gli orari sono: dal martedì al venerdì, dalle 15.00 alle 17.00; il sabato e la domenica, dalle 18.00 alle 20.00.

Orfeo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...