Ricapitolando il 2012 – Parte III

continua.

  • Rick Ross – “God Forgive, I Don’t”. Ancora un ottimo disco per il vecchio Rick. Alcuni di questi brani saranno presto dei classici.
  • Rocket Juice & The Moon – “Rocket Juice & The Moon”. Un’enorme jam session, anzi un’ottima jam session. Tribale.
  • Rush – “Clockwork Angels”. La Santa Trinità porta il prog negli anni ’10. Impeccabile.
  • Santigold – “Master of My Make-Believe”. Chi ha detto che il secondo album è il più difficile per un artista?!?
  • Scott Walker – “Bisch Bosh”. Oscuro, industriale e molto complicato (Scott fa sue le lezioni di Cage e Stockhausen), ma assolutamente catartico.
  • Serj Tankian – “Harakiri”. Trascurabile, come tutta la sua produzione solista.
  • Shackleton – “Music for the Quiet Hour / The Drawbar Organ”. Pulsante, inafferabile, forse un po’ troppo macchinoso. Ma questa è avanguardia elettronica.
  • The Shins – “Port of Morrow”. Moscio.
  • Silversun Pickups – “Neck on the Woods”.  Un disco insolito per i Pickups. Attenzione, potrebbe creare dipendenza.
  • Sigur Rós – “Valtari”. Un ritorno alle origini.
  • Skunk Anansie – “Black Traffic”. Normale.
  • Slash – “Apocalyptic Love”. Compassato.
  • Slaughterhouse – “Welcome To: Our House”. Il loro debutto aveva una marcia in più, ma questo non significa che il nuovo disco sia da scartare.
  • Sleigh Bells – “Reign of Terror”. Caotico.
  • The Smashing Pumpkins – “Oceania”. In relatà non è così brutto come vogliono farci credere. Ovvio, non siamo davanti a un Siamese Dream o a un Mellon Collie, ma quei tempi sono passati, fatevene una ragione.
  • Soundgarden – “King Animal”. Superfluo.
  • Spiritualized – “Sweet Heart Sweet Light”. È un azzardo pop, ma noi attendiamo i prossimi lavori di Jason Pierce, sempre fiduciosi.
  • Swans – “The Seer”. Leggendari.
  • Tame Impala – “Lonerism”. Lisergico in maniera quasi commovente.
  • The Temper Trap – “The Temper Trap”. Decisamente più debole del predecessore Conditions.
  • Tenacious D – “Rize of the Fenix”. Passabile, ma solo per l’ironia che ci mettono Black & Glass.
  • Tindersticks – “The Something Rain”. L’eleganza fatta disco.
  • Toy – “Toy”. I nuovi Horrors?
  • Two Door Cinema Club – “Bacon”. Già sentito.
  • The Vaccines – “Come of Age”. No. No. No.
  • Van Halen – “A Different Kind of Truth”. La reunion della band non è solo mera operazione commerciale. Quello che abbiamo tra le mani è un vero album, con un Eddie Van Halen degno dei suoi giorni migliori.
  • Van Morrison – “Born to Sing: No plan B”. Quando il piano A è dannatamente buono, come in questo caso, non c’è davvero bisogno del piano B.
  • WHY? – “Mumps, Etc”. Quel momento in cui ti accorgi che un’ottima band ha pubblicato un pessimo album. Yoni Wolf pare ora un eterno indeciso: allora, indie rock o undeground hip hop?
  • Wild Nothing – “Nocturne”. Poetico.
  • The XX – “Coexist”. La copia sputata del loro album di debutto. Sinceramente la novità è ormai passata e iniziano ad ammosciarcelo un po’ troppo.
  • Yeasayer – “Fragrant World”. Aggiungono in elettronica, ma perdono in naturalezza.
  • ZZ Top – “La Futura”. Inossidabili.

Ovviamente non ci siamo dimenticati della scena alternative & indie italiana (oltre a qualcosina di più mainstream).

  • Afterhours – “Padania”. Un ottimo ritorno per i milanesi. Troviamo addirittura qualche pennellata di “sperimentale”.
  • Amor Fou – “100 Giorni da Oggi”. Un passo indietro.
  • Calibro 35 – “Ogni Riferimento…”. La formula è sempre la stessa: anni ’70, funk, rock, psychedelic soul. La cattiveria musicale è aumentata. La fantasia e i pezzi originali pure.
  • Colapesce – “Un Meraviglioso Declino”. Folgorante.
  • Dargen D’Amico – “Nostalgia Istantanea”. Puro genio.
  • Dimartino – “Sarebbe Meglio Non Lasciarsi Mai…”. È l’inizio della maturità.
  • Francesco Guccini – “L’Ultima Thule”. Il testamento del Maestro, sempre coerente a se stesso.
  • Giardini di Mirò – “Good Luck”. Che fine ha fatto il post-rock delle origini?
  • Guano Padano – “2”. Macchevelodiciamoaffare. Ascoltatevelo.
  • Intercity – “Yu-Hu”. Un debutto che sa di domenica mattina, oziosa e delicata.
  • Lacuna Coil – “Dark Adrenaline”. Non sono più i Lacuna Coil a cui eravamo abituati.
  • Litfiba – “Grande Nazione”. Sono dei grandi vecchi, ma vi rimandiamo alla sezione ‘Green Day’.
  • Management del Dolore Post-Operatorio – “Auff!!”. Il loro sound è in ritardo di qualche anno (vabbé, siamo in Italia), ma tremendamente efficace.
  • Morgan – “Italian Songbook Vol. 2”. Sinceramente speravamo che qualcuno (amici, famiglia, pudore, droga) impedisse a Morgan di fare uscire anche il secondo volume.
  • Niccolò Fabi – “Ecco”. Ancora un passo avanti per Nico, più sul versante musicale che su quello dei testi (che è sempre ottimo). Ispirato e coinvolgente.
  • Offlaga Disco Pax – “Gioco di Società”. Classic Offlaga.
  • Il Teatro degli Orrori – “Il Mondo Nuovo”. Non è al livello dei primi due lavori e la retorica capovilliana sta diventando pesante come un macigno, ma è ancora una delle migliori alternative band italiane in circolazione.
  • Tre Allegri Ragazzi Morti – “Nel Giardino dei Fantasmi”. Definitiva maturaità artistica.
  • Vinicio Capossela – “Rebetiko Gymnastas”. Dispensabile. Un paio di inediti di spessore e nient’altro.
  • Xabier Iriondo – “Irrintzi”. Xabier, il prodigio italo-basco, omaggia le sue radici e le sue passioni. Imperdibile.
Annunci

2 risposte a “Ricapitolando il 2012 – Parte III

  1. Pingback: Ricapitolando il 2012 – Parte II | La Lira di Orfeo·

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...