Django. The D is Silent.

51SuNsCax+L._SL500_AA300_In concomitanza con l’uscita nelle sale del nuovo film di Quentin Tarantino, Django Unchained, non potevamo non spendere due parole sulla colonna sonora. Sappiamo ormai tutto del rapporto di Quentin con la musica e dell’uso che ne fa nelle sue pellicole; il regista è un vero appassionato, anzi, chiamiamolo pure un esploratore musicale (la sua collezione di dischi è sconfinata, quasi quanto quella di b-movies). Conosce una quantità di musica strabiliante e mirabilmente la usa all’interno dei suoi lavori. Quentin è ossessionato dalla musica. Per lui sono i brani ha dettare il ritmo del film e per ottenere il massimo risultato non ha paura di servirsi di pezzi famosi, ben noti al pubblico, come di brani che sono delle piccole gemme finite ormai nel dimenticatoio. Quello che accomuna le sue scelte è che, in qualche modo, si rivelano sempre perfette per il film in questione. Diciamolo, il ragazzo ha la sinstra capacità di scegliere sempre il brano giusto per la scena giusta. Inoltre, dopo che una canzone è transitata per una delle colonne sonore di Tarantino, state pur certi che la spinta di notorietà che ne riceverà sarà pari o addirittura maggiore a quella che aveva al momento della sua uscita.

La colonna sonora di Django Unchained, pesca come al solito dalle passioni musicali del regista. Ricordiamoci che, prima di ogni altra cosa, la pellicola è un western; ecco quindi il Maestro Morricone (qui con un paio di tracce tratte da Gli avvoltoi hanno fame e da I crudeli). Poi il grande Luis Bacalov, ovviamente… dopotutto il film rende omaggio al Django di Corbucci, quindi parte dello score originale non poteva mancare (inoltre, da dove pensate che Quentin abbia tirato fuori il nome King del personaggio interpretato da Christoph Waltz? Esatto, proprio da Lo chiamavano King, film musicato sempre da Bacalov). C’è anche Riz Ortolani, che fa nuovamente la sua comparsa in un film di Tarantino, con la sua “I Giorni dell’Ira” (già utilizzata in Kill Bill Vol. 2). Ma il punto più alto è forse raggiunto nei titoli di coda del film, con l’utilizzo del brano “Trinità” di Franco Micalizzi, presa in prestito dal cult Lo chiamavano Trinità. Qualche indulgenza personale del regista completa poi il lotto, come “I Got a Name” di Jim Croce, il blues di “Too Old to Die Young”, dell’underdog del sud Brother Dege, e “Nicaragua”, brano composto da Jerry Goldsmith per il film Sotto tiro.

Come in tutte le soundtrack di Tarantino non possono poi mancare gli excerpts, frammenti di dialoghi presi direttamente dal film, che danno colore a tutto il disco. Beh, fin qui è il classico disco del regista di Knoxville, ma ecco che subito notiamo la grande differenza con il passato: Quentin ha fatto il salto di qualità e ha commissionato dei brani scritti appositamente per il film. E allora sotto con un (bel) po’ di musica black per aiutarci a comprendere meglio il tono del film (dopotutto qui parliamo sì di western, ma l’ambientazione è quella del profondo sud degli States, quando ancora imperversava la piaga della schiavitù). John Legend si conferma ancora una volta un artista ispirato, mentre “Freedom” di Anthony Hamilton è un vero brano soul d’altri tempi. “100 Black Coffins”, cantata da Rick Ross è una delle gemme dell’album, anzi una gemma hip hop, graffiante nei testi e nella voce del rapper. Brillante è anche il mashup di James Brow e 2Pac; “Unchained (The Payback/Untouchable)” sembra essere scritta apposta per il film. Ancora hip hop anche per la bonus track di RZA, ormai collaboratore musicale imprescindibile per Tarantino. “Ode to Django (The D Is Silent)” non è tra le tracce più brillanti scritte da Robert Diggs, ma ci piace comunque. Abbiamo lasciato per ultimo l’orgoglio partigiano con “Ancora qui”, brano composto da Ennio Morricone e cantato dalla nostra Elisa Toffoli: su di un minimale arpeggio di chitarra, la voce di Elisa si muove leggiadra, pronta a commuoverci. Come al solito, un ottimo lavoro per Quentin. Ora non ci resta che andare a vedere il film.

Paolo Maugerio

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Una risposta a “Django. The D is Silent.

  1. Tarantino è una sicurezza quando si parla di musica.. la colonna sonora di Pulp fiction è una delle mie preferite di sempre!

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