Folk Talk: Dropkick Murphys, The Punk Side of Folk Music

Non si può parlare di musica folk senza pensare, anche solo per un secondo, all’Irlanda. La musica celtica in generale, e la tradizione musicale irlandese in particolare, sono considerate come la quintessenza del folklore; con strumenti particolari, sonorità uniche, atmosfere conviviali da pub e (molta) birra. Vi presentiamo qui una delle più celebri rivisitazioni di questo genere così popolare, che ancora oggi evoca e ispira quei verdi paesaggi: i Dropkick Murphys, uno dei gruppi celtic-punk più celebri al mondo.

dropkickFormatisi nel 1996 nel Massachusetts (lo stato più irlandese d’America), la band di Ken Casey ha in effetti mantenuto negli anni una formazione che ben si adatta a questo carattere ibrido: ben sette componenti, tra chitarra elettrica, basso, batteria e una serie di strumenti ‘tipici’ quali mandolino, banjo, fisarmonica, flauto, organo e bouzouki. Unire la semplicità e la popolarità di due generi – folk e punk – non poteva che significare successo. Le sonorità a cui il gruppo si è espressamente ispirato provengono però da un panorama che ha poco a che fare con i temi musicali di Dublino e Belfast: AC/DC, Clash, Ramones, Sex Pistols, sono i riferimenti a cui Ken e i suoi hanno fatto maggiormente affidamento, soprattutto all’inizio della loro carriera (a questo proposito ricordiamo che, benché questa loro originaria componente Oi! e British Punk abbia spesso attirato gruppi Skin, i Dropkick hanno sempre rinnegato simpatie per le più violente frange del loro pubblico). Se da una parte, quindi, lo Street Punk è stato volontariamente preso come modello musicale, dall’altra pare la componente folk è stata quasi inevitabile: come afferma lo stesso Casey, per il gruppo di giovani cresciuti nei sobborghi di Boston la musica che sopra ogni altra li ha caratterizzati è stata proprio quella della tradizione irlandese, segnandoli fin dai primi anni di vita. Si può quasi dire che il risultato musicale sia venuto alla luce indipendentemente dalla loro volontà, come se loro stessi fossero predestinati a scrivere musica folk senza neanche saperlo. D’altronde basta ascoltare uno qualsiasi dei loro pezzi per accorgersi del felice connubio. Citiamo la celeberrima “I’m Shipping Up To Boston”, contributo al film di Scorsese The Departed, del 2006. Ma anche reinterpretazioni dei più tradizionali motivi irlandesi: “Wild Rover”, “Whisky in the Jar”, “Johnny I Hardly Knew Ye”, “Irish Rover”, solo per citarne alcune. Non si può poi non ricordare che la loro interpretazione di “Tessie” è diventata, dal 2004, l’inno ufficiale dei Boston Red Sox, squadra che in quello stesso anno vinse la World Series di baseball dopo ben 86 anni di vacche magre.

Il loro ultimo successo, Signed and Sealed in Blood, è stato presentato da poche settimane (è uscito l’8 gennaio). Di seguito però vi proponiamo un brano tratto dall’album precedente, Going Out in Stye, del 2011; un disco memorabile. Si tratta di “Hang ‘Em High”, brano di apertura e una delle dimostrazioni più evidenti che il punk dei Dropkick Murphys è sempre costruito su una solida base folk e mai il contrario: proprio come piace a noi.

Mr. Kite

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