Electric Feel: BANE, il caos necessario

Un paio di settimane ho fatto un salto all’Astoria – il locale torinese con sede a San Salvario – per assistere alle celebrazioni del secondo anno di vita di Srsly (inizialmente club itinerante, poi d’istanza all’Astoria e ora anche label discografica). Nella serata si sono alternati alcuni ottimi artisti (ad esempio quei MOHKO e Vaghe Stelle, di cui abbiamo già detto un gran bene in molte altre occasioni), ma è stato il misterioso BANE a rubare la scena ai suoi colleghi, così da “obbligarci” a parlare di lui su queste pagine multimediali.

BanePersonaggio oscuro e misterioso, BANE parrebbe (condizionale d’obbligo) essere un immigrato clandestino, africano per l’esattezza. Non ci è dato sapere niente di più sul sedicente dj, solo leggende (ex drug dealer? Ancora drug dealer?), fatto sta che il buon Guido Savini – una delle menti del progetto Srsly – un bel giorno se lo vede entrare all’Astoria. BANE è di poche parole (al contrario del cattivo di Batman a cui si ispira per il suo stage name), ma sicuramente ha sostanza e sa come far montare l’hype; eccolo subito allungare a Guido un suo demo, di cui il nostro si innamora seduta stante, tanto da decidere di pubblicarlo con l’etichetta Srsly. Da allora le collaborazioni (e le interazioni) si intensificano, ma neanche più di tanto. BANE è un tipo solitario che fa di testa sua; compare e scompare a piacimento, gioca con la sua improvvisa e inaspettata celebrità, divertendosi ad andare ai party e alle serate torinesi. Niente numero di telefono, niente recapito per l’enigmatico dj; è lui che ogni tanto, finiti i suoi “giri” per la strada, fa una scappata all’Astoria per mettersi d’accordo con i suoi manager (chiamiamoli così). E, a volte, sorge anche il dubbio che tutto questo sia solo una trovata commerciale, in un mondo, come quello dell’elettronica, in cui maschere e anonimato ti danno quel qualcosa in più che ti permette di distinguerti. Dopotutto è un  ondo in cui ancora non si sa chi sia Burial (inoltre tutta la situazione dell’anonimato, ricorda inquietantemente quella di MOHKO, suo compagno di label).

“Teorie del complotto a parte”, forse sarebbe meglio parlare di musica, no? Beh, su quella non si discute e non si fanno congetture. Sporca, tribale, piena di suoni oscuri e minimali. Qualche campionamento dal film The Dark Knight Rises (ovviamente la voce di Bane) che si intreccia con i riverberi e gli echi industriali post-post-dubstep. Non cercate però la melodia, qui ce n’è poca; è la tensione inquieta di quei suoni in bilico tra musica e rumore che tiene insieme i suoi brani.

Questo è BANE e questo è quello che ci ha fatto saltare il cervello lo scorso 15 febbraio. Lui, ammantato di colori sgargianti e improponibili, dietro ai mixer e circondato dai visuals di Alessandro Bertelle, ha dato una sferzata di energia alla serata. Difficile farvi capire a parole le sensazioni provate nel basement; non posso fare altro che ‘linkarvi‘ il suo EP, Airwars, e sperare che riusciate a cogliere anche solo una  minima parte dell’enorme potenziale di questo artista.

DJ Mix

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...