Se Kurt fosse ancora qui con noi

Kurt Cobain B&W

Era il 7 aprile del 1994 quando Kurt Cobain si risvegliò nel letto del University of Washington Medical Center, il miglior ospedale di tutta Seattle. Tre giorni prima era stato ricoverato d’urgenza, per un colpo di arma da fuoco che lo aveva colpito allo stomaco. Un incidente avrebbe poi detto Kurt. Un tentativo di suicidio avrebbero confermato medici e polizia. Appena lasciato l’ospedale, cinque giorni più tardi, Kurt si lasciò scappare, davanti ad una nutrita folla di paparazzi, che avrebbe sciolto i Nirvana con effetto immediato e sarebbe entrato in riabilitazione, per sconfiggere finalmente i suoi demoni personali. Quella dichiarazione venne confermata qualche ora più tardi dall’amico e compagno di sempre Krist Novoselic. Ricordo ancora il mio dolore nell’apprendere la notizia; dopotutto i Nirvana erano la mia vita.
Dopo quell’istante, in cui Kurt aveva letteralmente ucciso i Nirvana, successero una quantità di eventi a cui ancora adesso mi riesce difficile credere: il divorzio dalla moglie Courtney Love, il periodo di riabilitazione, l’ottenimento della custodia di sua figlia, Frances Bean Cobain (poiché, come disse il giudice, “il sig. Cobain è molto più equilibrato di sua moglie”), il progetto solista, realizzato assieme agli amici di sempre Michael Stipe e Layne Staley, che suonava così tanto ‘Slint vs Fugazi’ (ancora oggi uno dei miei dischi preferiti). Anche i vecchi membri dei Nirvana non rimasero con le mani in mano: Dave Grohl formò una nuova band di cui era leader dispotico ma carismatico, chiamata UFO Riders, mentre Krist Novoselic iniziò una serie di collaborazioni di altissimo profilo (Sonic Youth, Pearl Jam, Mudhoney). In quanto a Kurt… beh lui era divento semplicemente un artista completo e sereno. Tutto questo lo si può notare soprattutto nei suoi ultimi dischi, usciti nel nuovo millennio: canzoni  piene di poesia, profonde ed emozionanti. Come J Mascis ed Eddie Vedder prima di lui, Kurt era diventato un vero e proprio cantautore (nella vostra discografia non può mancare il suo “Live Unplugged at Budokan”).
Ora, però, il cerchio è davvero completo, perché è di appena qualche ora fa la notizia che Kurt Cobain guiderà l’impensabile reunion dei Nirvana, programmata per il prossimo 6 giugno al Madison Square Garden di New York. Ora la mia vita ha nuovamente un senso.

Beh, ecco…
Parliamoci chiaro. Kurt Cobain non era ‘costruito’ per durare. Se anche qualcuno fosse riuscito a prevedere il suo suicidio (occorso il 5 aprile del ’94) e a strapparlo al suo destino, è comunque altamente improbabile che il cantante di Aberdeen sarebbe riuscito a sopravvivere fino ad oggi. Con i suoi problemi allo stomaco, la depressione, le dipendenze, la sua generale incapacità a scendere a patti con l’improvviso successo e un tentativo di suicidio alle spalle non è difficile credere che Kurt ci avrebbe provato una seconda volta. Cobain non è mai stato il tipo à la Keith Richards; non ha mai ricevuto nessuna gioia visibile dai propri eccessi. E con tutto quello che conosciamo sul suo conto, oggi, è possibile se non inevitabile, leggere quasi tutte le canzoni dei Nirvana come una richiesta d’aiuto.

Ma questo non importa. Se Kurt fosse rimasto con noi, anche solo per un altro istante, sarebbe stato davvero bello.

Dr. Musikstein

Credits fotografici: MICHEL LINSSEN/RETNA

Annunci

4 risposte a “Se Kurt fosse ancora qui con noi

  1. Ciao 🙂 Bel post…Solo mi sentirei di dissentire rispetto la parte finale del discorso. Stando alle biografie ufficiali dopo la nascita di Frances Bean Kurt Cobain cambiò prospettiva riguardo alla piega che aveva preso la sua vita. Richards dal suo canto non è mai stato un salutista convinto….o probabilmente mi è difficile realizzare che possa essere vero ^_^

    • Grazie! Sì, hai ragione, la nascita della figlia aveva sicuramente aiutato Kurt ad essere più positivo rispetto alla sua situazione e alla sua vita, purtroppo questo non è bastato, dato che purtroppo sappiamo bene com’è finita. Per questo dico che (in un ipotetico scenario inventato) avrebbe probabilmente ritentato l’orribile gesto.. ma questi sono solo pensieri estremamente personali e non vogliono avere valenza assoluta. Dopotutto è il bello di questi discorsi ipotetici; ognuno ci riversa le sue sensazioni e i suoi punti di vista 🙂
      Con la frase su Keith Richards, invece, intendevo dire che il chitarrista è sempre stato un tipo che trae un piacere “ricreativo” (passami il termine) dai suoi eccessi e dall’uso di droghe… questo non vuol dire che fosse un salutista, anzi, sappiamo fin troppo bene che non lo è ancora oggi 🙂 Tutto il contrario invece per Kurt, le cui dipendenze erano un tentativo di “lenire il dolore” e sfuggire alla sua inquietudine.
      Spero di aver spiegato un po’ meglio le mie scelte “creative” 😉
      Dr. M.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...