Nuovi Suoni: Mathì – “(In)quiescenza”

Fresco di pubblicazione (è uscito il 3 maggio per Controrecords), l’album di debutto dei napoletani Mathì è una di quelle ventate di aria fresca che il panorama musicale italiano cerca e brama.

Mathì“L’inquiescenza è un’energia celata da momentanea ed apparente quiete, pronta a cessare e ad esplodere, da un momento all’altro, come un vulcano in quiescenza” queste le parole usate dal gruppo per descriverne il titolo del disco, un elegante portmanteau che fonde insieme inquietudine e, appunto, quiescenza. Già, perché questo concept album è mosso alla base da quelle ansie, quelle inquietudini, che ognuno di noi racchiude dentro di sé e che possono trasformarsi in vere e proprie psicopatologie. Il disco descrive delicatamente tutte queste “inquiescenze”, partendo dal bisogno di conoscere il divino (“La mano di dio sulla mia schiena”), la necessità di squarciare il Velo di Maya di schopenhaueriana memoria (“Il muro”), fino ad arrivare alla più “semplice” ansia (“La serpe”).

La musica è qui veicolo per testi poetici e pieni di pathos (non per nulla il gruppo nasce nel 2009 come progetto poetico-musicale), ma non per questo è relegata a semplice comprimaria. Si tratta di un indie pop di classe che alterna momenti di dolcezza, a tappeti sonori post-rock carichi d’inquietudine, fino ad arrivare alla vulcanica “quiescenza sonora” che ci destabilizza per il suo impatto emozionale. A tratti Non Voglio Che Clara, a tratti gli ultimi Giardini di Mirò, i Mathì creano un lavoro allo stesso tempo fragile e passionale che coinvolge completamente l’ascoltatore. Ma come dicevamo, qui sono i testi che fanno fare il salto di qualità al disco; vere e proprie poesie, eleganti e raffinate, danno un senso di equilibrio generale a tutto il disco.

Ed ora una piccola digressione squisitamente personale. (In)quiescenza ha una forza incredibile. È un disco che ti schiaffeggia per quanto è intenso e passionale. Dopo aver ascoltato le 6 tracce che compongono questo lavoro, oltre ad aver subito sentito la necessità di riascoltarlo da capo, ho avuto la strana sensazione come di conoscere da sempre i Mathì, come se fossero dei vecchi amici. Ma, soprattutto, ho avuto come l’impressione che scrivessero queste canzoni proprio per me. Ora io non posso che augurare ogni bene a questa giovane band e sperare che sempre più persone si accorgano del loro talento.

Mi accomiato lasciandovi in compagnia del brano “A Ritmo di Pioggia”, primo singolo estratto da (In)quiescenza.

Eddie Rod

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