Appunti di Live: Toto

20 giugno 2013. City Sound Festival, Ippodromo del Galoppo, Milano.

I Toto sono sempre una sicurezza. Pur avendoli visti dal vivo in numerose occasioni e nonostante gli svariati cambi di lineup, a cui il gruppo ci ha abituato negli ultimi anni, partecipare ad un loro concerto è sempre un’esperienza unica e coinvolgente. In più, questo è il tour che celebra i 35 anni di carriera della band di Los Angeles; lecito, quindi, attendersi un’esibizione di altissimo livello.

Toto liveMentre la Milano “giovane” fa la processione per entrare a San Siro a sentire il santone Jovanotti, io ed un manipolo di rocker impenitenti ci lasciamo sedurre dal fascino dei Toto: sul palco i fondatori Steve Lukather, David Paich e Steve Porcaro; dietro le pelli l’ormai fisso Simon Phillips, mentre alla voce ecco il gradito ritorno di Joseph Williams (il loro Sammy Hagar). Gradito sì, perché anche se i fan originali si rivolteranno contro di me, ad oggi dal vivo (e sottolineo dal vivo), io preferisco la voce di Williams a quella del cantante originale Bobby Kimball (ormai più un urlatore che altro). Inoltre Joseph è un entertainer di razza: fantastici i suoi siparietti, fatti di danze, pose virili e incitamenti goliardici, in compagnia dell’inossidabile Paich.

Anche se i Toto non fanno uscire un nuovo disco ormai dal lontano 2005 (Falling In Between) questo non compromette l’esibizione e il concerto diviene quasi una festa gioiosa; praticamente un greatest hits con i loro brani migliori. Il meritio indiscutibile di questa band è quello di aver saputo coniugare le canzoni “da classifica” con una tecnica musicale straordinaria, che nei live viene esaltata ancora di più grazie all’anima puramente hard rock dei musicisti. I loro pezzi più famosi sono lì a dimostrarlo: “Hold the Line”, “Rosanna”, “Stop Loving You”, “White Sister” e l’incredibile “Africa”, chiusa da un coro davvero “africano” offertoci dal bassita Nathan East (e anche in questo caso dobbiamo toglierci il cappello: dopo lo sfortunato incidente occorso a Mike Porcaro, la band si è sempre trattata bene in quanto a sostituti, prima con il “Gandalf” delle 4 corde, Leland Sklar, e ora con il fuoriclasse East). Infine ecco il gran finale con la trascinante “Home of the Brave”.
L’ultima immagine è quella di un Nathan East che scatta qualche foto ad una folla in delirio. Sì, Jovanotti lo lascio volentieri alla Milano “giovane”.

Pink

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Una risposta a “Appunti di Live: Toto

  1. Concerto a dir poco spettacolare, nonostante conoscessi tre canzoni in croce mi sono veramente divertita, lo devo ammettere.
    40 euro spesi bene.

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