FuturFestival 2013: la cronaca delle giornate

kappa-festival13-14 luglio 2013. Parco Dora, Torino.
L’ambientazione post-industriale di Parco Dora ha accolto a braccia aperte le oltre 20.000 persone che hanno deciso di scatenarsi a ritmo di elettronica, gentilmente offerta dal Kappa FuturFestival. Il fin troppo mite clima torinese ha fatto da cornice ad un dj set continuo, durato due giorni, in cui il meglio della musica techno -in tutte le sue declinazioni, ma non solo-  ha reso Torino una volta di più capitale della musica elettronica. Il FF è il contraltare naturale all’invernale Club to Club (infatti è stato ideato dagli stessi autori di Movement, la società che ha creato l’omonimo evento) e questa seconda edizione non ha fatto che consacrare la riuscita della manifestazione, come sottolinea anche il successo di pubblico, naturalmente in crescita rispetto all’anno passato. Noi de La Lira eravamo presenti e, come al solito, abbiamo cercato di seguire quanti più set possibili per raccontarvi la nostra esperienza.

Carl Cox FuturFestivalIl Day 1 si apre con la solida performance di Carl Cox, ormai veterano del festival, che dal Main Stage è come un novello pastore che sprona i suoi fedeli alle vie della techno. Assaporo tutte le due ore di esibizione prima di passare a gustarmi il buon vecchio Luciano con la sua contaminazione di stili: e così il mio appetito per una pacata sperimentazione elettronica viene placato. È ora di spostarmi al Dora Stage e prepararmi per gli Apollonia. Qui siamo di fronte ad un french touch che unisce un’anima black al sound più europeo: era proprio quello che mi ci voleva. Quasi due ore di Apollonia mi paiono abbastanza; mi sono guadagnato il ritorno al palco centrale dove c’è ad attendermi Nicole Moudaber. Non avevo ancora avuto occasione di sentirla, ma è amore fin a primo ascolto. Nata in Nigeria, cresciuta raminga in Libano e ora a Londra, Nicole è un’artista misteriosa e ribelle, battezzata “The Queen of Dark House”. Il suo sound non è da meno: un house -appunto- oscura e distopica, perfetta per il paesaggio post-industrial di Parco Dora. Il finale è affidato a Joseph Capriati, direttamente da Napoli. Il giovane dj è finalmente salito alla ribalta dopo anni di sacrifici e la sua esibizione al FF lo dimostra ampiamente: ‘clubbing‘ di alto livello. Peccato la pioggia battente, che ha disturbato pesantemente le ultime esibizioni: la tettoia delle ex Ferriere Fiat sarà anche molto ampia, ma la gente tutta compressa lì sotto non rende certo l’ascolto la cosa più semplice del mondo. [DJ Mix]

Ellen Allien FuturFestivalDay 2. Entriamo giusto in tempo per vedere Marco Carola prendere posto dietro la console del Main Stage. Il prodigio italiano della minimal gasa il pubblico che risponde presente ogni volta che Marco “pompa i bassi”. Però, dopo un’oretta e mezza noi iniziamo ad accusare i passaggi un po’ lenti: il sole di metà pomeriggio chiama per una sferzata di energia. È il momento giusto per migrare verso il Dora Stage dove veniamo accolti dagli sgoccioli dell’esibizione di TAI, che con ignoranza estrema ci fa ballare con il suo mix di electro, techno e house… attitudine da spiaggia; c’è addirittura un momento di puro ‘party‘, quando il ragazzo di Londra, tedesco di adozione, conclude il suo dj set con “Sweet Child of Mine” dei Guns ‘n’ Roses. Rimaniamo al Dora per sentirci l’inizio di Rudemates; giusto un assaggio però, perché alle 19 siamo obbligati a tornare verso il palco centrale. Sta infatti per esibirsi Ellen Allien, splendida regina della BPitch Control, che -diciamolo- è un po’ il motivo per cui siamo venuti qui al Futur. In relatà sembra che tutto il pubblico sia qui per lei: 20.000 ipnotizzati che guardano questo magnifico esemplare di fauna femminile pompare i bassi come non mai. Alle 21 decidiamo che è ora di portare i nostri omaggi anche al grande vecchio Zombie Nation, pure lui di servizio al Dora (non ce ne voglia Ellen, ma oltre che per lei, siamo venuti qui per sentire il più possibile) che ci incasina la mente -in senso buono- e ci piazza addirittura quella “Kernkraft 400” che ha fatto la storia dell’EDM e che non sentivamo da quando eravamo dei pivelli sbarbati. Niente da dire, il suo set ci lascia estremamente soddisfatti. Ora sta per iniziare Erol Alkan e noi sappiamo di dover fare una scelta: di corsa torniamo al Main Stage per l’inizio di Richie Hawtin, restiamo lì per un po’ ma il ragazzo non ci prende più di tanto. Sappiamo bene che è uno dei nomi di punta di quest’edizione e la qualità non si discute, semplicemente, noi, abbiamo bisogno di più adrenalina. Diamo quindi una possibilità ad Alkan che ha il merito di pomparci la sua selection direttamente nella testa. Prima di lasciare il Parco Dora ci fermiamo ancora un istante a sentire Hawtin, ma il giudizio resta quello di prima (forse siamo troppo provati dalla giornata) e ci lasciamo alle spalle il FuturFestival senza riampianto alcuno, belli sazi di musica. [Rockabilly Joe]

Kappa FuturFestivalNiente da dire, questo FuturFestival funziona molto bene. Organizzativamente non soffre la grande affluenza di pubblico e gli artisti proposti sono sempre di altissimo livello con una proposta musicale anche abbastanza diversificata. Ottime, inoltre, le iniziative green che hanno accompagnato la due giorni (tu portaci un tot di vuoti e noi te li convertiamo in punti per gadget e bevande). Certo, qualche difetto a cercarlo lo si trova, ad esempio c’è la necessità di avere più stand in cui cambiare la pecunia in gettoni, qualche banchetto di acqua e cibo in più e magari contenere un po’ i costi (o almeno lasciare la possibilità di usufruire gratuitamente delle fontane del parco… dopotutto il caldo si è fatto sentire ampiamente, soprattutto il secondo giorno). In ultimo non sarebbe male dare la possibilità al pubblico di entrare e uscire dal perimetro concerti a proprio piacimento, come nei migliori festival europei; basterebbe dotare i paganti di un comodo braccialetto (o un più economico timbro). Ma queste sono tutte facezie, in realtà l’appello che vogliamo davvero fare, più al comune che all’organizzazione, è quello di chiudere le strade adiacenti al Parco Dora durante la durata del festival. La prematura scomparsa di Christian Ascolese (a cui va il nostro saluto), investito da un auto che andava troppo veloce e guidata da un autista positivo all’alcol test, ci fa pensare che, semplicemente con la chiusura del sottopasso di Corso Mortara, questa tragedia sarebbe stata quasi certamente evitata. Davvero un peccato rovinare così questi due giorni di festa.

DJ Mix (Day 1), R.J. (Day 2)

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