Underground Music History: Pussy Galore

Pussy GaloreNati quasi per scherzo dall’iperattività del frontman Jon Spencer, i Pussy Galore -che prendono il nome dalla femme fatale apparsa nel Bond film Goldfinger– furono uno dei gruppi più interessanti del tardo punk americano. Anche se il loro sound era una miscela del noise dei Velvet Underground, del garage dei New York Dolls, più qualche spruzzata di blues, era l’attitudine con la quale si presentavano sul palco e incendiavano il pubblico che li rendeva sinceramente punk. La corrente noise della musica rock -quella che da Captain Beefheart, passava per i Cramps e arrivava ai Sonic Youth, per intenderci- aveva trovato nell’animalesco Spencer e nella sua voce da predicatore pazzo la quadratura del cerchio. Dividevano la trincea assieme a Jon i due chitarristi, Julia Cafritz e Neil Hagerty, più il batterista John Hammill.

Dopo alcuni cambi di lineup (con l’ingaggio del batterista ex-Sonic Youth Bob Bert), il trasferimento da D.C. a New York e qualche piccolo divertissement discografico (rappresentato dagli EP autoprodotti Groovy Hate Fuck e Pussy Gold 5000), nel 1987 i Pussy Galore pubblicano il loro primo album: Right Now!. Il disco è un blues primitivo e disturbato, filtrato da una visione del mondo molto ‘Lower East Side’, come proclamano gli stessi Galore. Nella sua opera prima, decadente ma tremendamente efficace, la band ci offre una sorprendente varietà di stili (“Pig Sweat”, “Uptight”, “New Breed”), sempre guidata dal canto epilettico di Spencer. Puro minimalismo lo-fi. Dell’anno successivo è l’EP Sugarshit Sharp, famoso perché contiene un’interpretazione garage del brano industrial degli amici Einstürzende Neubauten, “Yu-Gung“. Si tratta di un lavoro infinitamente più accessibile: troviamo sempre la solita miscela incontrollata, ma qui tutto è di prima qualità, a partire dalle registrazioni.

Nel 1989 esce quello che ancora oggi viene considerato il capolavoro dei Pussy Galore: Dial M For Motherfucker. La combinazione di chitarre distorte, percussioni sgangherate e voce direttamente dall’oltretomba, su cui poggia il sound dei Galore non è necessariamente diversa, ma qui ci sono una maturità e una profondità che continuano a progredire. Dial M For Motherfucke rappresenta sicuramente un passo in avanti rispetto alla semplice formula del “siamo rock ‘n’ roll, facciamo casino, spacchiamo tutto”: c’è voglia di sperimentare, nei suoni come nella struttura dei brani, oltre a un’attenzione maggiore ai testi, come ci dimostrano brani come “Understand Me” e “Dick Johnson”. L’ultimo capitolo della loro discografia è Historia De La Musica Rock, del 1990. L’album ne è anche un capitolo minore, blando, senza la verve dissoluta dei bei tempi andati.

Dalle ceneri di questi pazzi visionari, dall’estetica selvaggia e corrotta, sorgeranno due tra le band cult più interessanti degli anni ’90: Jon Spencer formerà il gruppo punk blues The Jon Spencer Blues Explosion, mentre Neil Hagerty continuerà la sua carriera da “terrorista del rumore” nei Royal Trux, assieme alla sua fidanzata Jennifer Herrema.

Paolo Maugerio

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