Riuscirà Kendrick Lamar a risvegliare l’hip hop?

Forse avrete già sentito parlare del gran polverone sollevato da un particolare verso scritto da Kendrick Lamar che tiene banco, ormai da qualche giorno, in tutta la comunità hip hop.

Kendrick LamarPer chi fosse stato fuori dal giro facciamo brevemente il punto della situazione. Un paio di settimane fa è uscito un outtake di Big Sean con la partecipazione di Kendrick Lamar e Jay Elctronica. Il pezzo si chiama “Control (HOF)” e avrebbe dovuto far parte del nuovo album di Sean, Hall of Fame, ma non è riuscito a “fare disco” per problemi con il sample quindi, o lo si cancellava o lo si faceva uscire gratis su internet. I ragazzi hanno quindi optato per la seconda. Fortunatamente per noi. In sé il brano non è ‘sto gran che, tranne per il fatto che Kendrick, durante il suo verso, decide di regalarci emozioni: prima sostiene di essere il “King” di New York (I’m the king of New York, King of the Coast, one hand, I juggle them both), ponendosi sullo stesso livello di Jay Z, Nas, Eminem e André 3000, e poi dice che, nonostante siano tutti suoi “fratelli”, lui è comunque un MC competitivo, che punta a spazzare via dalla faccia della terra tutti i possibili rivali (I got love for you all, but I’m tryna murder you niggas). La lista dei rapper colpiti recita: J Cole, Big KRIT, Wale, Pusha T, Meek Millz, A$AP Rocky, Drake, Tyler, Mac Miller e perfino gli stessi Big Sean e Jay Electronica. Il resto del verso è un denso e iper-referenziale inno a sé stessi, in cui Kendrick cita (in ordine rigorosamente sparso) Saddam Hussein, Louis Farrakhan, Elvis Presley, i Decepticon (sì, quelli di “Transformers”), Paul McCartney, Lindsay Lohan, Kurupt, Sean Connery, Phil Jackson (definendosi, tra le altre cose, uncoachable, inallenabile), Bob Marley. Per sopramercato Kendrick dice di essere importante come il Papa e il discendente diretto di Tupac “Makaveli” Shakur.

Ma forse è il caso di farvi sentire il verso incriminato:

Bene, qualche commento. Dal mio punto di vista non c’è niente di male nelle parole di Kendrick, nel senso che un MC deve essere competitivo, e soprattutto deve puntare a sorpassare i suoi rivali, anche se si tratta di suoi amici (e qui la stampa U.S.A. ha già paragonato la sua fame a quella di Michael Jordan). Insomma, Kendrick non ci sta dicendo niente di sconvolgente, solo che in America sono dei bigotti e l’han presa un po’ troppo sul personale, soprattutto per quanto riguarda la sparata del “Re di New York” (che è chiaramente un esercizio di stile, a mio avviso). Per ora hanno gentilmente risposto all’appello di Kendrick Joell Ortiz (benissimo, ma irrilevante), Lupe Fiasco (verso geniale o cagata, dipende a chi chiedi… per me una cagata) e Joe Budden (quello che si è risentito di più, per molti ha fatto la risposta migliore, per me invece è veramente poca roba). Intanto la leggenda Big Daddy Kane sembra essere uno dei pochi ad aver interpretato correttamente l’intenzione del verso: ecco il suo commento pubblicato su twitter. Si sono messi a interpellare anche i “reali” (NaS ha risposto alla stampa con un  intenso “Wow. My reaction is wow. I love hip-hop right now”) e si è scomodato perfino Phil Jackson.

In ogni caso la situazione si è fatta molto interessante. Ci voleva Kendrick Lamar per riportare un po’ di “sangue” nell’hip hop che, dio mio, negli ultimi anni era stato di una noia mortale. Anche Tech N9ne ha difeso il verso del rapper di Compton, augurandosi che le sue parole riescano a risvegliare gli altri MC dal loro torpore, costringendoli ad “alzare il livello”. Un augurio, questo, che sembra non essere stato recepito da Big Sean: ovviamente Sean aveva sentito la strofa di Lamar prima di pubblicare il brano e, nonostante questo, ha deciso di non cambiare la sua parte. Per cui o “massimo rispetto” per Sean oppure, semplicemente, è un idiota. Per me la seconda.

L’ultimo update ci racconta di A$AP Rocky e A$AP Ferg in visita all’Hot 97 di Funkmaster Flex (il primo programma radio a diffondere il brano di Big Sean). Quando interrogato da Flex a proposito della barra sul “Re di NYC”, Ferg ha risposto con un laconico “What’s a King to a Lord?”. Rocky, invece, sembra aver compreso pienamente i motivi dietro il testo di Kendrick: “I think hip-hop needs this shit” ha risposto Rocky, che ha anche chiamato Lamar “one of the most talented of our generation”. Qua finisce tutto a tarallucci e vino se continua così.

Per concludere, ecco l’immancabile video-tormentone in cui l’Hitler cinematografico ragisce al verso di Kendrick:

Kappa

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