La Notte della Taranta 2013. Sollima: “la mia Taranta è musica del corpo”

24 agosto 2013. Piazzale ex-convento degli Agostiniani, Melpignano (Lecce).

Notte della Taranta simboloAncora una volta il Concertone finale de La Notte della Taranta -arrivato ormai alla sedicesima edizione- è stato un grande successo di pubblico; un’occasione con la quale il Salento ha celebrato la sua cultura e la sua tradizione musicale. Il nuovo Maestro Concertatore, il violoncellista Giovanni Sollima, ha dato vita a uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale salentina -ma non solo-, che ha visto alternarsi sul palco dell’ex convento degli Agostiniani, artisti del calibro di Emma Marrone, Niccolò Fabi, Max Gazzè, l’ungherese Roby Lakatos ed Eugenio Bennato.

L’antipasto è servito dalle 19.30 circa con i Cantori dei Menamenamò, l’immancabile Canzoniere Grecanico Salentino e il finale del preconcerto, affidato a Eugenio Bennato, che per l’occasione ha proposto un brano originale intitolato “Notte del Sud ribelle”. Fra la prima e la seconda parte della serata è stato proiettato il videoclip di “Lu Rusciu de lu mare”, progetto realizzato dal Locomotive Quartet con la partecipazione straordinaria di Giuliano Sangiorgi alla voce. Poi è stato il turno del Concertone vero e proprio: si inizia con la “intro” scritta da Giovanni Sollima: un brano originale ispirato ad “Antidotom Tarantolae”, testo del ‘600 del gesuita Athanasios Kircher. La serata prende fuoco con i Venticello -un orchestra di venti violoncelli, guidata da Sollima- e l’immancabile Orchestra Popolare Notte della Taranta. Interrogato sul perché dell’uso dei violoncelli, il Maestro Sollima ha risposto: “la mia Taranta è musica del corpo. Il violoncello è uno strumento che prende l’ottanta per cento del corpo e il corpo vibra, liberando la musica”.

Una piacevole sopresa è stata Emma Marrone, che si è spogliata delle vesti di cantante pop e ha riabbracciato le sue radici popolari. La sua interpretazione di “Lu rusciu de lu mare” ha fatto letteralmente indiavolare tutti i tarantolati. Menzione d’onore anche per il ritmo gypsy del violinista Roby Lakatos (che ha continuato quella cifra stilistica proposta nella passata edizione da Goran Bregović), per la poesia di Niccolò Fabi (che ha magistralmente interpretato “Quandu te llai la facce”) e per l’etoile iberica Miguel Angel Berna, virtuoso ballerino di jota. L’organizzazione ha poi saputo superare brillantemente i problemi di budget, introducendo per la prima volta dei piccoli contributi economici per i parcheggi, il cibo e le bevande. Ma si è trattata di una mossa dovuta e vincente, dato che le quote raccolte serviranno a finanziare l’edizione del prossimo anno.

Non sono mancati, infine, alcuni cori di disappunto per i fan di vecchia data, che hanno rimproverato all’edizione 2013 di aver proposto troppe canzoni “lente” e di non aver dato abbastanza spazio alla classica atmosfera da festa paesana… ma si sa, è sempre difficile riuscire nell’impresa di mettere d’accordo tutti i palati. Nella nostra modesta opinione, questa edizione de La Notte della Taranta è stata, come al solito, un grande successo sia musicale che organizzativo. Un vero fiore all’occhiello per tutta la nostra penisola.

Orfeo

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