CineMusic: “Searching for Sugar Man”

Chelsea Girl se n’è andata in vacanza, quindi il CineMusic programmato per agosto è stato ereditato dal Dottor Musikstein, bravo per carità, ma alla sua prima prova in una dimensione non completamente sua. Quindi non assicuriamo sul risultato, ma state tranquilli, la nostra bella Chelsea tornerà il prima possibile.

Searching for Sugar ManLa vicenda di Sixto Rodriguez è paragonabile ad una favola. Anzi, è più esatto paragonarla ad un film, ad una di quelle storie di riscatto e redenzione, con annesso lieto fine, che piacciono tanto ad Hollywood. Cantautore folk cresciuto nella Detroit degli anni ’60, Rodriguez viene scoperto nel 1969 da Clarence Avant, produttore della Motown Records. Nel marzo del ’70 e nel novembre dell’anno seguente escono i primi due album di Sixto, Cold Fact e Coming From Reality. Dolci suoni folk-rock si alternano a psichedelia pop, sulla scia del maestro Donovan. I dischi riscuotono un ottimo successo di critica, ma si dimostrano commercialmente disastrosi. L’etichetta abbandona quindi Sixto che, deluso dall’insuccesso, inizia a lavorare come operaio edile. Dopo quasi trent’anni ecco una telefonata dal Sudafrica che cambia all’improvviso la sua vita. Sixto scopre che, in quel lontano paese, le sue canzoni sono state il simbolo della lotta all’Apartheid e che il suo nome è entrato nella storia della musica.

Ho iniziato questo post paragonando la vita di Rodriguez ad un film, non stupisce quindi che il regista Malik Bendjelloul abbia deciso di documentarla. Searching for Sugar Man è il racconto di questa vicenda eccezionale, che parla di speranza e riscatto attraverso la musica. Seguiamo due grandi fan di Rodriguez, Stephen “Sugar” Segerman e Craig Bartholomew Strydom, che dalla lontana Cape Town cercano di scoprire se le voci sulla presunta morte del loro idolo siano vere. La pellicola, che ha vinto il premio oscar 2013 come Miglior Film Documentario e il BAFTA 2013 come Miglior Documentario, è stata proiettata in anteprima italiana, questo giugno, al Biografilm Festival di Bologna e sarà distribuito grazie alla partnership di Feltrinelli Real Cinema e Sky Arte.

Dobbiamo però far presente che il film ha la piccola pecca di omettere il grande successo, ottenuto a cavallo degli anni ’80, da Rodriguez in Australia. Alcuni critici cinematografici hanno così rimproverato a Bendjelloul una ricerca esasperata del mito, con cui il regista svedese è riuscito a creare attorno al cantautore di Detroit un’aura di mitologia, in cui il meritato riscatto arriva solo dopo anni di patimenti, ristrettezze economiche e sacrifici. Nonostante ciò, il documentario è magnificamente diretto (Bendjelloul ha girato utilizzando la pellicola in 8mm) e racconta una favola meravigliosa che ha il pregio di riconcigliarci con noi stessi e con il mondo.

Infine la colonna sonora. Si tratta di una compilation delle tracce migliori di Rodriguez, estratte dai primi due album, con l’aggiunta di alcuni singoli che avrebbero dovuto comporre il suo mai pubblicato terzo disco. Assolutamente perfetta per iniziare a scoprire il misterioso “Sugar Man”.

Dr. Musikstein

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