Appunti di Live: David Byrne & St. Vincent

12 settembre 2013. Teatro Verdi, Firenze.

Ricordo che era luglio del 2009 quando vidi per la prima volta dal vivo David Byrne. Uno degli eroi della mia infanzia. Una di quelle persone che, a guardarlo, mi aveva sempre trasmesso simpatia. Uno di quegli artisti la cui musica mi aveva sempre stampato un sorrisone a 32 denti in faccia. Il tour di quell’anno esplicava perfettamente quanto fosse importante, per Byrne, la dimensione teatrale nei i suoi concerti: balletti, siparietti divertenti, trovate scenografiche, costumi sgargianti e giochi di luci. Non solo uno spettacolo, ma una festa gioiosa. Ancora oggi, quando ripenso a quel momento, non posso che farlo con estrema felicità.

St Vincent liveMa non sono qui per rievocare quella particolare occasione, bensì per raccontarvi del live di giovedì scorso, in cui Byrne è salito sul palco del Teatro Verdi di Firenze, in compagnia di quel fantastico esemplare di fauna femminile che risponde al nome di Annie “St. Vincent” Clark. Ancora una volta -e in barba agli anni che passano e ai capelli che imbiancano- è stata la voglia di divertirsi divertendo di David, a guidare quest’ultima data del Love This Giant Tour. La parte prettamente coreografica era affidata alla scatenata sezione di fiati e agli intermezzi dei due protagonisti (in uno di questi David e Annie hanno perfino inscenato un finto combattimento di kung-fu), mentre dal punto di vista musicale pare pleonastico sprecare parole: that’s David fu**ing Byrne!… e la talentuosa St. Vincent non è stata certo da meno.

Ormai la loro intesa musicale ha un non so che di soprannaturale: io ho davvero apprezzato il disco uscito l’anno passato, ma devo ammettere che in versione live i brani -riarrangiati per l’occasione in una versione meno minimal e molto più brass band- brillavano di una luce ancora più luminosa. Il duo ha proposto quasi tutti i brani di Love This Giant, aggiungendo poi una manciata di perle soliste per ciascun artista (e qui David ha regalato quella “Strange Overtones”, che è anche la sua collaborazione più recente con Brian Eno… grazie), con l’ossigenata St. Vincent che aveva il compito di fare da contraltare emozionale alla spensierata leggerezza di David. Già, perché Byrne, ancora oggi, è quell’eterno bambino che, mentre la sua compagna di palco canta e suona, si lancia in divertentissimi, quanto improbabili balletti.

La magica serata si è poi conclusa con una scatenata versione di “Burning Down the House” (grazie David), con l’immortale poesia di “Road to Nowhere” e con la passerella finale dei musicisti, per celebrare al meglio l’ultima tappa di questo mirabolante tour. Non so se l’ho già scritto ma… grazie David.

Pink

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