Approfondimento MTV Digital Days: eppure le rap battle non sono solo insulti

Come promesso, dopo la nostra (breve) panoramica sugli MTV Digital Days tenutisi a Venaria Reale lo scorso weekend, ecco l’approfondimento sull’esibizione di freestyle targata Spit, ad opera del nostro nuovo collaboratore “irregolare” D’Oppio.

Max PezzaliLa prima cosa che colpiva della rap battle che si è svolta sabato scorso alla Reggia di Venaria, era l’incredibile, quasi preoccupante, magrezza di Max Pezzali. Proprio l’ex 883 simbolo di un’intera generazione, il quale faticava a farsi riconoscere sotto il suo classico cappellino da baseball, ha condotto gli interessanti incontri di freestyle. Tra la polvere che saliva su dal grande cortile che ospitava il parterre di MTV, si sono sfidati i tre rapper finalisti della scorsa edizione di Spit: Shade, Nitro e Fred De Palma. Il tutto in un’atmosfera surreale, all’interno della quale metà delle persone era interessata, l’altra metà era pagata per stare lì. Esattamente così. Pubblico pagato all’insaputa dei relatori delle conferenze che hanno preceduto la battle (uno dei quali ha persino esordito con un grottesco «è bello vedere un pubblico così numeroso») e probabilmente anche dei rapper che si sono sfidati sul palco.

Ma veniamo alla sfida di freestyle. Per chi era abituato al flow di Ensi e alle punchline di Mondo Marcio (giusto per non andare troppo indietro nel tempo e senza scomodare i più grandi), sicuramente Shade e compagni sono apparsi incredibilmente sotto tono. Il nostro disappunto deriva principalmente dal fatto che conosciamo la qualità dei tre rapper coinvolti e sappiamo bene di cosa possono essere capaci. Soprattutto il sopracitato Shade è artista di alto livello, che nelle battle di freestyle riesce sempre imporsi con intelligenza ed eleganza. Probabile che in questo frangente sia stato “trascinato giù” dalla situazione. Abbiamo infatti assistito a versi banali, poco incisivi e con scarsa grinta, nonostante il pubblico (anzi, una parte, quella interessata) si agitasse con euforia a ogni insulto. Perché il punto era proprio questo: piuttosto che cercare il ritmo oppure le allitterazioni, i rapper cercavano l’insulto facile. Un po’ come due piantagrane che attaccano briga al baretto, parlando delle rispettive madri. Troppo poco. La grande assente dalle battle di sabato sera, poi, è stata la metafora. Una figura retorica sulla quale si fonda -con una piccola forzatura, ma è per farmi capire- gran parte dello stile “letterario” del rap. La bravura di un autore sta proprio nello spiegare un concetto in maniera tale da renderlo comprensibile alla maggioranza delle persone, motivo per cui la metafora risulta essere, se usata bene, il più efficace degli strumenti. Trasmette vicinanza e immediatezza, ma può essere anche la firma distintiva di un autore.

La domanda che ci si pone è come mai i rapper visti sul palco di MTV Spit non abbiano scelto sovente questa opportunità, come peraltro ci si aspetterebbe. Il ricorso all’insulto è più semplice, fa più rumore, ma è poco utile alla crescita del genere, anzi, rappresenta un regresso. La questione va rivolta anche a MTV, e la rivolgo personalmente da ascoltatore, dato che non sono né un frequentatore abituale degli ambienti rap, né un assiduo spettatore della televisione. Davvero, cara MTV, dopo Ensi e compagnia bella non è rimasto più nulla? Eppure, anche solo cercando a caso, di rapper in gamba, e attuali, ce ne sono (Shade stesso, non dovesse sottostare a dettami di indici d’ascolto). E penso porterebbero pubblico senza bisogno di doverlo pagare.

D’Oppio

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