Nuovi Suoni: Mandela – “Mandela”

Da quando scrivo per La Lira di Orfeo ho avuto modo di recensire album molto diversi tra loro e generi musicali differenti. Questa, però, però la prima volta che mi capita sottomano un disco fusion, una delle mie piccole passioni musicali neanche troppo segrete.
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MandelaI Mandela sono una band di Vicenza ormai nel giro da un paio di anni, un sestetto che coniuga l’amore per il jazz alle passioni e ai differenti interessi musicali dei suoi componenti. E diciamolo, è questo il segreto di Pulcinella che rende grande una jazz band: quando lo scambio e lo stimolo musicale avvengono in un ambiente costruttivo, state pure tranquilli che il risultato musicale sarà di alto livello. Il disco omonimo dei Mandela (in questo caso in veste di quintetto) è un ottimo esempio di quello che stavo cercando di spiegarvi. Dopo una breve intro di stampo free (“Good Morning Mr.Ps”), il disco parte con le marce alte e ci mostra l’amore del gruppo vicentino per la musica black. “Simple”, “In Search of Teemu”, “The Flow”; tutti brani dove il soul si unisce gentilmente al funk, gioca con il jazz elettrico anni ’70 e, in misura minore, flirta con una psichedelia sorniona (è ovviamente la chitarra di Matteo Scalchi ha creare le atmosfere più rock). A mio avviso è proprio questa la sezione più forte del disco. Nella seconda metà, invece, troviamo l’anima più sperimentale dei Mandela, che si divertono con suoni “etnici”. “Freebet” ed “Ethnography” sono gli esempi più brillanti, con il primo (il mio preferito) ad offrirci la tromba di un Sean Lucariello in grande forma e il secondo che butta nel calderone qualche suono spagnoleggiante e perfino un po’ di ska. In mezzo “Drop the King”, forse il brano più esplicitamente rock di questo Mandela (ma anche qui la band non si dimentica di sperimentare con la struttura del brano e di giocare con i suoni).
I virtuosismi non mancano -si tratta pur sempre di un disco jazz- ma la forza dei Mandela è che la loro tecnica resta sempre al servizio della melodia e della fruibilità. Nulla sembra essere fuori posto. Forse l’unico “problema” è che i vicentini hanno così tanto da dire e da offrire che in alcuni momenti sembra esserci troppo. Fossero però questi i problemi, l’industria musicale odierna sarebbe messa decisamente meglio. In conclusione, questo Mandela è un disco piacevolissimo, un debutto che fa davvero ben sperare per il futuro della band.
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Questo il link per ascoltare lo streaming integrale del disco.
Eddie Rod
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