Molto Rumore Per Nulla, Capitolo I: “Nei negozi di vinili”

Allora, cerchiamo di capirci. Mi hanno mandato a chiamare perché pare che La Lira di Orfeo sia nata prima di tutto come blog, ma tra recensioni, live report, editoriali seriosi e quant’altro sembra che di blog nel suo significato originale (cioè di racconti di vita vissuta veramente) ne sia rimasto proprio poco. Perciò eccomi qui.

ZiggyMi chiamo Ziggy, ho 25 anni e sono un geek musicale. Sì uno di quei tipi sempre alla ricerca della nuova sensazione della musica lappone (attorno a me 5 personaggi immaginari, con cuffie nelle orecchie, si alzano dalle loro sedie e mi rispondono “ciao Ziggy”, neanche fossimo a una seduta degli alcolisti anonimi). Il mio ruolo tra queste pagine è fin troppo chiaro: raccontarvi qualche storiella per farvi divertire e anche per far contento il vecchio Orfeo, che ci teneva a fare una cosa alternativa, ‘più blog / meno sito serioso’, che poi finisce che la gente si rompe le balle di leggerci.

Questo (immaginatevi che vi indichi il titolone qui sopra) è lo spazio in cui cercherò di farlo. Lo so, lo so, non vi piace il titolo. Di primo acchito avevo pensato di chiamarlo “Cronache di un indie” dato che, ormai, se ami la musica rientri automaticamente nella categoria, ma era un nome così scontato e stupido che perfino Stevie Ray Vaughan, il mio cane, mi ha guardato come si guarda un bambino che gioca con i cavi scoperti. Alla fine ecco il folgorante “Molto Rumore Per Nulla”. Dai, che dopo il primo momento poi vi piace. Anzi già lo amate: è chic, c’è questo riferimento intellettuale a Shakespeare (così strizzo l’occhio agli amichetti hipster) e mi dà questa dimensione da letterato. È vero, forse la tematica musicale non salta subito agli occhi, ma alla fine mi sono detto “meglio privilegiare l’impatto, no?”.

Dopo aver risolto i dubbi sul titolo ho iniziato pensare alla cose serie: cosa scrivere nel mio primo post? Una vocina dentro di me (sospetto si tratti della mia etica del lavoro) continuava a ripetermi: “è una prima puntata, cosa te ne frega. Fai una presentazione. Sfangatela parlando di come hai trovato il titolo”. No, ragazzi, c’ho riflettuto, però mi pareva brutto iniziare già con l’etichetta dello scansafatiche. Mi sono ripromesso di aspettare almeno l’episodio quattro (cioè uno) come han fatto quelli di Star Wars. Alla fine ho optato per un aneddoto non troppo lungo, che come primo capitolo, fa figo e non impegna.

«Strane conversazioni al negozio di vinili sotto casa»
Ascolto consigliato: “Il Sogno di Maria” di Fabrizio De André.

Sono in un negozio di dischi. Sì, ne esitono ancora. Sì, io ci vado e ci spendo pure dei soldi. Oh, insomma, sono un geek musicale, cosa volete che faccia durante il giorno? In ogni caso, sono lì tranquillo, che mi faccio i fatti miei, scartabellando i vecchi vinili. Proprio mentre sono preso dal dubbio amletico mi compro un Dinosaur Jr. d’annata o vado con uno Slint, che mette sempre allegria, ecco entrare una signora. Distinta, sulla cinquantina, indossa un filo di perle… io neanche pensavo che ancora le usassero le perle, ma cosa vuoi, dev’essere un discorso simile a quello dei negozi di dischi. Comunque la Madama decide che è l’ora di far guadagnare lo stipendio al povero commesso -di cui taccio il nome per senso di amicizia-.
“Salve. Vendete anche libri qui?” la sento dire, la voce squillante come quella di una giovane Björk.
“Intende libri di musica? Mi dispiace solo dischi, cd, qualche musicassetta…”
“Ah, peccato. Sa, era per il compleanno di mio marito.”
Sembra scoraggiata, ma subito riparte all’attacco. “E di roba religiosa? Ne avete?”
Il commesso accusa il colpo e non risponde. Io, nel frattempo, fatico a comprendere il salto logico.
“Sempre per mio marito. Lui è molto religioso e mi piacerebbe trovargli qualcosa sul genere”.
L’amico, impassibile, fa cenno con la mano di attendere, scompare per un minuto e quando torna tiene tra le mani due vinili.
“Questo è Jesus Christ Superstar, musical sulla vita di Gesù. Questo invece è La Buona Novella di De André, un concept album tratto dalla lettura dei Vangeli apocrifi. Magari non canonico, ma molto poetico.”
La signora squadra il tutto, come a scegliere il filetto di salmone migliore.
“Mah, di questo abbiamo visto il film: non mi è piaciuto. Penso prenderò quello di De André; Amore Che Vieni era tanto bellina.”
Appena la Madama infila la porta mi avvicino.
“Lo sai che quella torna?” chiedo al commesso.
“Non vedo l’ora.”

Bene ragazzi, la prima è andata. Per stavolta si trattava di una cosa semplice, ma prometto che per il capitolo II m’impegno di più. Mal che vada, al terzo scongelo Han Solo dalla carbonite.

Ziggy

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