CineMusic: “Velvet Underground and Nico – A Symphony of Sound”

Inizio l’approfondimento di questo mese con una premessa generale: tutto ciò che scriverò potrà forse essere definito fazioso, di parte ed essere usato contro di me. Perché è chiaro, sin dal nome d’arte che mi contraddistingue, che provo una smodata passione per tutto ciò che è Andy Warhol e Velvet Underground. Detto questo cercherò di essere il più imparziale possibile.

The Velvet Underground and Nico A Symphony of SoundPartendo da una descrizione basilare della trama, si può dire che The Velvet Underground and Nico: A Symphony of Sound, per tutti i suoi 70 minuti di durata circa, riprenda il gruppo durante una loro esibizione musicale. In realtà, ciò che sta dietro a queste immagini “sporche” e sgranate, in perfetto stile Factory, è molto più complesso. Innanzitutto la pellicola è del 1966, esattamente un anno prima dell’uscita del primo album della band. Questo perché Warhol, con le sue riprese, si era posto un duplice obiettivo: promuovere il gruppo di sua creazione e creare un video che accompagnasse i concerti dei suoi protetti. «Stiamo sponsorizzando una nuova band» è proprio ciò che afferma l’artista di Pittsburgh a proposito del suo lavoro; il film in nessun momento è improntato come “film-concerto” ma è al contrario una pura ripresa muta di Reed, Cale and company, mentre abbracciano i propri strumenti. Tutto ciò che si ode è un rumore cacofonico, ripetitivo e a tratti ossessivo che esprime al meglio l’intenzione originaria dei Velvet; il rumore ed il cinismo pervadono le riprese, donando un’originalità innata al progetto. Warhol gioca con la messa a fuoco, abbandona la staticità dei suoi lavori precedenti e alterna diversi tipi di movimento, mentre la musica diventa concreta e con questa anche i protagonisti: i Velvet suonano seduti, seri, con il loro look standard, immancabile di occhiali neri. L’ipnotismo dei suoni è in contrasto con il movimento isterico della mano del regista, lottando e danzando insieme in un “tira e molla” che trova un perfetto equilibrio con le scorrere dei minuti. Il mutismo del film viene interrotto durante gli ultimi minuti di ripresa, quando il suono assordante della musica richiama alcuni agenti della polizia che fanno irruzione nella Factory; la telecamera non si spegne e continua a riprendere le chiacchiere e le discussioni, coadiuvando l’effetto reale, a tratti quasi paradossale, di tutto l’elaborato. Ciò che risalta immediatamente all’occhio, il vero e proprio intento di Andy Warhol, è la voglia di sperimentare ed inventare un qualcosa di nuovo e ancora non visto. Così il gruppo è posto al centro di una scommessa che l’anno successivo partorirà l’album, The Velvet Underground & Nico, e diventerà un vero e proprio cimelio per tutti gli amanti della musica. Il film è indubbiamente di culto se si amano i Velvet Underground e se si apprezza l’avanguardia del pensiero di Andy Warhol. Inoltre si tratta di un pezzo storico raro, essendo uno dei pochi documentari reperibili sulla band. Piccola curiosità: il bambino che appare nelle riprese è Ari, il figlio della cantante Nico e dell’attore Alain Delon.

Vi propongo qui la versione del film disponibile su Youtube. Buona visione!

Chelsea Girl

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