Nuovi Suoni: Bicchiere Mezzo Pieno – “Il contrario di LOL”

«Il contrario di LOL, primo Ep autoprodotto della tua nuova pop folk cantautorial punk band d’avanspettacolo preferita».

Il contrario di LOLQuesta la brillante presentazione che il Bicchiere Mezzo Pieno utilizza per introdurre al pubblico il suo primo lavoro discografico. Ci sarebbe moltissimo da raccontare sul sardonico gruppo romano, a partire dal nome che prende le mosse dal formalismo estetico. Proviamo a spiegare brevemente con l’aiuto degli stessi BMP: la vera opera d’arte è quella che ha come forma il perfetto contenitore del suo contenuto, ma in questo caso specifico, il bicchiere (il loro “contenitore”) è solo mezzo pieno; starà al pubblico colmarlo di significati e interpretazioni personali. Una delle caratteristiche principale dei BMP è, però, la loro incredibile indipendenza artistica, che si riflette nei testi e nella musica. Quando devono comporre un brano, infatti, i componenti del Bicchiere prima decidono di che cosa vogliono parlare e successivamente trovano il genere giusto per trasmettere quel dato messaggio. In questo li aiutano i gusti musicali, sempre diversi, dei cinque componenti della band. «In realtà ascoltiamo tutto quello che ci serve per capire come dire quello che vogliamo dire» dissero un po’ di tempo fa in un’intervista.

Questo metodo compositivo ha dato il via alla creazione de Il contrario di LOL. L’EP di debutto dei romani si apre con il folk rock -quasi à la Zen Circus- di “Space Metropoliz”, che racconta in chiave ironica il primo esodo italiano verso la luna. Si passa subito a suoni più punk ne “La canzone di Storta” in cui la musica è qui un contraltare perfetto al testo vagamente angoscioso. Successivamente si arriva a una delle perle dell’album. “La pillola della presa bene” parte con un jingle pubblicitario in cui la band presenta un nuovo, miracoloso prodotto: una pillola che può aiutare a superare lo smarrimento e il fastidio che si prova di fronte alla vuotezza di certa gioventù contemporanea e all’inutilità degli eventi sociali ad essa legata. Più nello specifico il messaggio sembra rifarsi a quel famoso passo di morettiana memoria «mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?». Il brano, nella sua semplice genialità, descrive con ironia la figura di un bacchettone vagamente ansiolitico che critica personaggi non molto migliori di lui, anzi… un cane che si morde la coda.

“Non chiedermi ti prego” è invece un brano di stampo “indie” in cui la band rompe la quarta parete e chiede al pubblico di smetterla di etichettare i generi musicali in maniera così asettica; quello che qui importa davvero è fare buona musica. Inoltre ribadisce al meglio il concetto del «decidiamo di cosa parlare e troviamo il genere adatto per farlo» di cui si accennava sopra. Di tono leggermente differente, “Estate Finita” incomincia come una ballata romantica, per poi evolvere in maniera più “scanzonata”. Riesce comunque a stupire per la lucidità con cui descrive uno stato d’animo così malinconico (e il mio ricordo va al miglior Daniele Silvestri). Chiude “Cabaret” (ancora un esempio di rottura della quarta parete) che chiarisce al meglio in cosa consiste l’avanspettacolo della presentazione di cui sopra. E in coda troviamo perfino una barzelletta che ci racconta che su un isola deserta ci sono tre cavalli, due masci e una femmina… ok, smetto qui perché non voglio rovinarvela.

Questo potpourri di suoni e tematiche è tenuto insieme brillantemente dalle doti canore/istrioniche del cantante David Colangeli, che ti cattura con il suo modo funambolico di cantare, recitare e declamare, tutto in uno. È lui a dare vita alle -fin troppo- lucide visioni della band romana. Inoltre, una delle cose che apprezzo maggiormente di questi Bicchiere Mezzo Pieno è il tono con cui disvelano le idiosincrasie di alcuni aspetti della cultura “giovane”. Al contrario di molte band italiane dell’ultimo periodo, qui non c’è mai supponenza. Non c’è mai sterile polemica. Soprattutto non traspare il messaggio “cantiamo di ciò perché noi siamo migliori di voi”. Quella dei BMP è una riflessione lucida e ironica, senza giudizi estremi e senza arroganza, che nella composizione dei suoi testi e nell’utilizzo della caricatura si rifà ai meccanismi della tragicommedia (quella di Euripide, per intenderci). Se poi dovessi riassumere il Bicchiere Mezzo Pieno in un’unica parola sceglierei ‘comunicazione’, perché comunicare è quello che i BMP riescono a fare meglio; ci trasmettono stati d’animo, idee, illusioni, sogni e insofferenze.

Sicuramente si tratta di una delle scoperte più piacevoli e interessanti in cui mi sia capitato di imbattermi nell’ultimo periodo. Ora attendo curioso il disco di debutto in cui, sono sicuro, la band riuscirà a raffinare ancora di più questa sua particolare cifra stilistica. Intanto gli faccio un “in bocca al lupo”.

Eddie Rod

Potete ascoltare Il contrario di LOL tramite il widget di Soundcloud.

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