Folk Talk: “Child Ballads”, l’enciclopedia del folk

Tutti abbiamo bisogno di un maestro. Almeno uno. Per chiunque sia anche lontanamente interessato alla musica e alla cultura folk, Francis James Child (1825-1896) è l’uomo giusto. Intellettuale di ampissima fama, scholar dalla cultura sterminata, Child è principalmente conosciuto per i suoi contributi alla musica folk grazie alle “Child Ballads”, una raccolta di oltre 300 canzoni popolari della tradizione inglese e scozzese, comprensive di temi originali e decine di varianti: un autentico “dizionario del folk”. Eccovene una breve presentazione.

James ChildLa musica folk è generalmente conosciuta per avere il carattere informale, semplice e affascinante della tradizione popolare. Se ciò è certamente vero, i tentativi di sistematizzare questa sterminata e a dir poco sfuggevole cultura sono stati comunque molti. Sotto questo aspetto, le Child Ballads sono probabilmente tra i più imponenti e riusciti di tutti. Pubblicato in cinque volumi tra il 1882 e il 1898 come The English and Scottish Popular Ballads, questo maestoso lavoro filologico e bibliografico è considerato l’Opera Magna di quel genio che fu James Child. Professore e uomo di Harvard per tutta la sua vita, Child dedicò decenni di ricerca alle tradizioni popolari inglesi, producendo un lavoro che è ancor oggi oggetto di studio e riferimento imprescindibile. Child considerava le Ballads come la voce di un passato più roseo e sincero, in cui le separazioni tra classi non esistevano e in cui termine “popolare” descriveva una natura umana più autentica e globale. La sua maestosa raccolta di canzoni popolari, accuratamente numerate e catalogate con trame, personaggi ricorrenti e origini, si esprime realmente come “musica”. Si tratta di un patrimonio culturale capace di farci viaggiare nei secoli e farci ritornare ai tempi di cavalieri, principi e Re, tutti allo stesso modo sensibili agli imprevisti, drammatici e romantici scherzi della vita.

Sarebbe certamente impossibile -per non dire arrogante- cercare di approcciare in maniera anche vagamente completa le perle incluse in questo lavoro. Non possiamo tuttavia non citare una vasta sezione di canzoni dedicate all’eroe del folklore inglese per eccellenza, Robin Hood. Quasi 30 titoli qui catalogati narrano delle sue gesta, da “Robin Hood’s Progress to Nottingham” (Child 139) fino alla più classica “Robin Hood and Little John” (Child 125). Al numero 209 troviamo poi una ballata che potrebbe risultarvi vagamente familiare: “Geordie”. Sì, avete capito bene, proprio questa. Una delle canzoni pare infine dedicata proprio al nostro editor-in-chief: “King Orfeo” (Child 19). Naturalmente queste narrazioni hanno ispirato decine di cantautori e musicisti di tutti i generi musicali, da una giovane Joan Baez a Art Garfunkel. Di seguito vi proponiamo una delle tracce del recente album di Anaïs Mitchell e Jefferson Hamer dedicato proprio alle Child Ballads. Si tratta di “Willie O Winsbury” (Child 100), bellissima melodia tradizionale scozzese della seconda metà del XVIII secolo, che narra del giovane Willie il quale, dopo aver fatto sua la figlia del Re, riesce a conquistare con la sua bellezza anche il monarca (il sogno di chiunque). Buon ascolto.

Mr. Kite

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