Classicismi: “Non una di troppo”

Aneddoti, racconti, curiosità sul mondo della musica classica. “Classicismi” è una nuova rubrica che ci accompagna piacevolmente alla scoperta di un genere considerato -a sproposito- troppo alto. Faremo del nostro meglio per renderlo più accessibile o, almeno, più interessante.

Wolfgang Amadeus MozartÈ il 29 ottobre 1787 e al Teatro degli Stati di Praga va in scena la prima del Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart. Per darvi un paio di coordinate, Il dissoluto punito ossia Don Giovanni (K527), è un dramma giocoso in due atti, seconda delle tre “opere italiane” che il compositore salisburghese scrisse su libretto di Lorenzo Da Ponte. Una volta Gustave Flaubert scrisse: “Le tre cose più belle che Dio abbia mai fatto sono il mare, l’Amleto e il Don Giovanni di Mozart”. Ma ora torniamo al nostro piccolo aneddoto. Al termine della rappresentazione, l’imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena convoca Mozart nel suo palco privato, così da potersi congratulare con il Maestro per la riuscita dell’opera. Ma l’imperatore se la cava meglio tra leggi e incartamenti giuridici piuttosto che con la musica e, visibilmente impreparato, riesce solo a pronunciare l’infelice frase: “Quante note!”. Impassibile, ma con una punta di fierezza nella voce Mozart risponde: “Ma nemmeno una di troppo, Sire!”.

Per voi, ecco l’Overture del Don Giovanni, eseguita dalla Vienna Philharmonic Orchestra, diretta da Wilhelm Furtwängler:

Don Rinaldo

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