La Piccola Libreria Musicale: “Come funziona la musica” di David Byrne

Come funziona la musicaIntitolare un libro Come funziona la musica, può apparire arrogante, ma allo stesso tempo può essere visto come un gesto estremamente sincero e, sotto molti aspetti, disarmante. Quando l’autore del libro risponde al nome di David Byrne, allora state pur certi che stiamo parlando della seconda ipotesi.

Il libro di Byrne (edito da Bompiani, 2013) cattura al meglio la dicotomia interna che anima il personaggio in questione: “ingenuamente sofisticato”, questo è da sempre il marchio di fabbrica personale dell’ex leader dei Talking Heads; come artista, ma soprattutto come uomo. In Come funziona la musica Byrne cerca di coprire un argomento vastissimo, sia come tematiche, sia come tempo cronologico: erraticamente ci parla delle origini “preistoriche” della musica, di Madonna, della musica pitagorica, della sua decennale collaborazione con Brian Eno, del Midi software, del pop algerino, del suo amore per gli MP3 e degli effetti neurologici della musica (anche se, in questo caso, è lui stesso ad ammettere che non è il campo in cui possieda l’esperienza maggiore). Troviamo perfino 16 pagine di interessanti consigli su come aprire un locale musicale di successo.

Qui sopra ho utilizzato l’aggettivo “erratico” e non l’ho fatto a caso, perché la prosa di Byrne assomiglia in tutto e per tutto ai testi delle sue canzoni. È una scrittura accessibile, quasi pop, ma capace di colpire in profondità, piena di quella semplice eleganza che è propria di David. Rapida, passa da un argomento all’altro con disinvoltura, dandoci così l’impressione di avere davanti a noi un testo compatto. Funziona con richiami visivi (e musicali) e ci cattura con la sua esuberante spontaneità. Un altro pregio del libro è che ci dà la possibilità di conoscere meglio il suo l’autore. Già, perché nonostante l’affermazione a inizio testo che questa “non è un’autobiografia”, i continui riferimenti alle sue esperienze artistiche fanno sì che una buona metà del volume non possa che venire descritta in questo modo. Tra mille digressioni, seguiamo l’evoluzione di David; dal liceo, alla carriera solista, passando per i suoi Talking Heads.

È vero che, a volte, viene meno quel rigore “scientifico” che è tipico del musicologo e che alcune delle sue asserzioni risultano un po’ licenziose, ma David Byrne è questo: un cantastorie che ci porta a fare un giro, pieno di curve e sterzate, tra mille opinioni personali, tante passioni giovanili e un inguaribile ottimismo (no, secondo Byrne l’industria musicale odierna non è in crisi, o almeno, lo sarà forse economicamente, ma non certo artisticamente). Tutto questo è tenuto insieme magistralmente dalla sua straordinaria scrittura “musicale” di cui sopra, perché se Come funziona la musica ha un pregio è questo: vi farà (ri)ascoltare la musica in una maniera completamente differente rispetto a come la ascoltavate prima.

P.S. Porgo il mio pollice alto per il packaging che accompagna i contenuti, come la copertina imbottita o le belle fotografie che riescono a rendere questo libro, ancora un po’ di più, “oggetto d’arte”.

Paolo Maugerio

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