8 gruppi/artisti nuovi di zecca da tenere d’occhio nel 2014

HeadphonesCi sembrava un’idea quantomeno piacevole, quella di proporvi qualche nome hot per il 2014 che va ad iniziare (ok, ok, ormai è già iniziato da un po’, ma cosa volete farci, in questo periodo giriamo a scartamento ridotto). Ecco a voi una breve lista di 8 artisti, che mixa i generi (ci trovate indie, cantautorato slowcore, hip hop fusion, psichedelia, soul e world music) e che è una nostra selezione, molto personale, di quelli che riteniamo essere cavalli sicuri (probabilmente) su cui puntare nel nuovo anno. Sperando, come al solito, di farvi cosa gradita. Ah, giusto… no ragazzi, nella lista non c’è traccia di Lorde. Insomma, non ci sentivamo a nostro agio a considerarla come una nuova proposta, dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto sul finire dell’anno passato.

  • Elvis Depressedly. Matt Cothran è un mutaforma che prima ci delizia con il suo folk che scalda il cuore, sotto lo pseudonimo di Coma Cinema e poi ci disturba con la sua elettronica strisciante con il monicker Gremlins. Ma è nella vesti di cantautore tormentato, che risponde al nome di Elvis Depressedly, che il ragazzo ha attirato la nostra attenzione.
  • Songhoy Blues. Questo nome, più che altro, è una speranza. Direttamente dal Mali, passando per la compilation prodotta da Damon Albarn Africa Express Presents: Maison Des Jeunes, i Songhoy Blues propongono una traccia di debutto così solida che ci fa ben sperare per il futuro. Perché al mondo non c’è solo indie inglese, elettronica francese o hip hop americano, ma anche tante band che vogliono farci conoscere le loro tradizioni musicali.
  • Temples. Forse il nome più facile e sicuro della nostra lista (non per niente sono anche il gruppo più famoso). Con quel gusto psichedelic pop riportato in auge già dai Foxygen, i Temples si preparano a far uscire il loro album di debutto il 10 febbraio. Noi attendiamo fiduciosi.
  • Only Real. Hipster nel midollo, flow da vendere, atmosfera da Londra primaverile e stile urbano fino all’eccesso. Il ragazzo mischia un rap tipicamente “bianco” con basi indie e psichedeliche quanto basta. Ne sentiremo parlare.
  • Diane Birch. Anche lei cavallo più che sicuro. Diciamo che possiamo descriverla così: la nuova Stevie Nicks, con un sound in bilico tra il soul ribelle di Prince e quel pop elegante tipico dei ’70s.
  • Sophie. Di lei non si sa molto, anche se qualcuno dice che sia un lui. Ma che importa? Quando l’elettronica ti si squaglia addosso come in questa “Elle”, non ci interessa moltro altro.
  • Sisters. Questi hanno così tanti riferimenti anni ’90 da poterne dare in beneficienza. Nonostante ciò, gli irlandesi funzionano dannatamente bene, con il loro stile tutta sostanza e hooks accattivanti.
  • Honduras. Chiudiamo con l’indie sbarazzino dei brooklynesi Honduras. Le informazioni su di loro sono poche, ma se questo è il livello delle loro demo, c’è da andare tranquilli.

La redazione

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