Mr. Holmes’ Music

Non so se lo avete notato, ma negli ultimi anni abbiamo assistito ad un massiccio ritorno sugli schermi -cinematografici e televisivi- di un certo detective londinese. L’ormai ultracentenario Sherlock Holmes, nato dalla mente dello scrittore e medico scozzese Sir Arthur Conan Doyle, ha riguadagnato una popolarità improvvisa che non si riscontrava ormai da diversi decenni. Da veri appassionati di Sherlock, quali noi siamo, abbiamo deciso di dare spazio a ciò che di questo fenomeno ci affascina maggiormente: eccovi, quindi, la nostra personale selezione di colonne sonore ‘sherlockiane’, in bilico tra passato e presente.
P.S. In questo post ci siamo concentrati quasi esclusivamente sugli adattamenti moderni, poiché la filmografia su Sherlock Homes è così vasta e si spinge così indietro nel tempo (primo esempio ne è un film muto del 1900) che era quasi impossibile analizzare compiutamente tutta la musica a lui dedicata. Speriamo consideriate interessante anche questa nostra parziale “indagine”.

which-actor-is-best-sherlock-holmes.w654Prima di parlare delle colonne sonore degli adattamenti più moderni, è meglio procedere con ordine e partire da quello che noi consideriamo lo zenit di tutte le trasposizioni ‘doyliane’. Il 1984 è l’anno in cui fece la sua comparsa sugli schermi televisivi il mitico Jeremy Brett, che interpretava il celebre consulting detective nella serie televisiva inglese The Adventures of Sherlock Holmes, prodotta dalla Granada Television. In onda per un decennio esatto, questa serie è considerata la più accurata e fedele trasposizione su piccolo schermo dei romanzi di Doyle. In aggiunta, Brett è probabilmente il personaggio più ‘sherlockiano’ mai visto: nei panni di un autentico gentiluomo vittoriano, il protagonista indossa cilindro e abito nero, per poi appropriarsi del celebre deerstalker solamente nelle scene più campagnole. Come è noto, la dedizione di Brett al personaggio ebbe risvolti drammatici, peggiorando il suo disturbo bipolare e contribuendo alla sua prematura scomparsa a causa di complicazioni cardiache. La sigla iniziale, composta da Patrick Gowers, costituisce una efficace ‘firma musicale’ per la serie. Elegantemente ritmata, il tema per violino trasmette un’interessante combinazione di suspense, dramma e azione. La melodia rimane però sufficientemente riflessiva e modesta, perfetta per dipingere anche l’Holmes più “domestico”, da pipa, poltrona e caminetto (il suo vero marchio di fabbrica).

Entriamo ora nel vivo della nostra analisi e incominciamo a esplorare il nuovo millennio. Dagli Stati Uniti arrivano due brillanti adattamenti, per televisione e cinema. Il primo è Elementary (in onda dal 2012), ambientato nella New York del XXI secolo, con Johnny Lee Miller e Lucy Liu rispettivamente nei panni di Sherlock e Joan Watson (la versione femminile di John). A parte una moderna sequenza di apertura composta da Sean Callery (con tanto di sintetizzatori che forse risultano un po’ fuori luogo), la serie fa ampio uso di una colonna sonora non propriamente memorabile e di musiche non originali inserite in chiusura di ciascun episodio (da Elvis Costello ai Rolling Stones, da Gil Scott-Heron a Tom Odell).

Sherlock Holmes Guy RitchiePassiamo quindi a quella che è probabilmente la più nota traduzione cinematografica contemporanea del detective londinese. Stiamo naturalmente parlando degli hollywoodiani Sherlock Holmes (1&2), coppia di film del 2009 e 2011 firmati da Guy Ritchie, che qui si avvale del talento attoriale della coppia Robert Downey Jr./Jude Law. Le due pellicole ci mostrano i protagonisti come due uomini dediti essenzialmente all’azione, tra esplosioni, combattimenti e sparatorie. Il tema musicale del film rispecchia piuttosto chiaramente questa inclinazione, a partire dalla opening track (che funge anche da tema conduttore di tutto il film) “Discombobulate”. Fortemente ritmato e un tantino ‘dissonante’ (appunto), con tanto di violino,  mandolino, fisarmonica e “piano rotto” (letteralmente: il caratteristico suono è stato creato rompendo e scordando un pianoforte) la composizione del famosissimo Hans Zimmer ha senz’altro contribuito al successo internazionale di queste pellicole.

Dalla Russia, invece, ecco fare capolino Sherlock Holmes (Шерлок Холмс in lingua originale) che narra le avventure della famosa coppia di detective, qui interpretati da Igor Petrenko (Holmes) e Andrei Panin (Dr. Watson). Fedele per quanto riguarda il setting vittoriano, questa serie del 2013 ha l’intrigante pregio (o difetto) di presentarci uno Sherlock molto più giovane, imbranato (nel senso più nerd del termine) e, soprattutto, più fallibile e meno ricco di talenti rispetto a quello a cui siamo abituati (le sue doti musicali sono imbarazzanti, non possiede una pistola, fuma sigarette e non la pipa e non ha mai praticato le arti marziali; quelli che conosciamo sono solo abbellimenti letterari messi in atto da John Watson per rendere l’amico più accattivante agli occhi dei suoi lettori). Per Sherlock Holmes il compositore Gary Miller ha creato una colonna sonora che si rifà alle più famose atmosfere hollywoodiane, attingendo anche da tradizioni musicali quali la giga irlandese.

Sherlock_BBCMa arriviamo ora alla vera novità in quanto a trasposizioni ‘sherlockiane’ (e nostro personale favorito). Dal genio degli scrittori e produttori Steven Moffat e Mark Gatiss (già incontrati sul set di Dr. Who), nel 2010 prende il via la serie britannica Sherlock. Benedict Cumberbatch e Martin Freeman, attori dal fascino internazionale e ormai lanciati nell’Olimpo di Hollywood (citiamo su tutti la trilogia de Lo Hobbit in cui interpretano rispettivamente il drago Smaug e Bilbo Baggins), danno vita al famigerato duo di acchiappacriminali, che qui si muovono nella Londra contemporanea. Ancora un adattamento in chiave moderna, quindi, proprio come Elementary. In questo caso, però, possiamo sbilanciarci, applaudendo gli sceneggiatori per la bravura e la qualità dimostrati episodio dopo episodio. Con la terza stagione recentemente conclusasi, ci congratuliamo con David Arnold e Michael Price per quella che consideriamo senz’altro la più riuscita tra le colonne sonore di Sherlock Holmes. Registrata interamente dal vivo, il tema riprende alcuni dei suoni più ‘sherlockiani’ del secolo scorso (su tutte l’uso dell’immancabile violino), riuscendo a conservare una propria unicità pur rimanendo fedele al personaggio e alle atmosfere originali. La musica riflette l’aura di mistero e oscurità che caratterizza fortemente la serie: ritmo incalzante e melodia accattivante sono i suoi punti di forza. Gli appassionati di Doyle sono caldamente invitati a prendere visione di questa intrigante serie televisiva, colma di riferimenti, battute e citazioni (a partire dai titoli dei vari episodi) che un pubblico attento e appassionato non potrà che riconoscere e godersi. Nell’attesa della quarta stagione (che sembra inaugurerà nel 2016), eccovi la colonna sonora di Sherlock:

Mr. Kite

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