Classicismi: Rossini, Wagner e la lombata di capriolo

Aneddoti, racconti, curiosità sul mondo della musica classica. “Classicismi” è una nuova rubrica che ci accompagna piacevolmente alla scoperta di un genere considerato -a sproposito- troppo alto. Faremo del nostro meglio per renderlo più accessibile o, almeno, più interessante.

Richard WagnerNon è un segreto che tra Richard Wagner e Gioacchino Rossini i rapporti fossero piuttosto tesi: si trattava, infatti, di due personalità molto forti, seppur diverse, e di due stili musicali completamente agli antipodi. Non dobbiamo poi dimenticare come Wagner, durante i suoi viaggi a Parigi -città che il tedesco odiava senza mezzi termini, poiché sempre avara di soddisfazioni- si scontrasse con un giudizio di pubblico e critica avverso. I parigini parteggiavano, infatti, per l’italiano, già all’apice della fama in Europa e decisamente più vicino di Wagner ai loro gusti “melomani”. Bistrattato dai critici e dai compositori francesi, diffidenti soprattutto per i suoi scritti che annunciavano nuove teorie musicali, trovò conforto nel solo Charles Baudelaire, che gli dedicò anche un breve pamphlet. Al contrario, sempre in quel periodo compositori di chiara fama come Berlioz, Meyerbeer, Auber, Halévy, Thomas, Gounoud e Saint-Saëns si limitavano solamente a forzati giudizi di stima. Quello che Wagner proprio non riusciva a sopportare era però lo sprezzante giudizio di Rossini. Il tedesco era infatti uno dei bersagli preferiti del compositore di Pesaro. Soprattutto non gli andava giù che Rossini l’avesse deriso pubblicamente durante una riunione conviviale nella quale si doveva degustare il “pesce alla tedesca”. A causa di problemi in cucina, però, sulla tavola fu portata solamente la salsa di accompagnamento alla pietanza. Rossini, allora, rivolgendosi ai commensali, avrebbe esclamato: “Gustate questa salsa, il pescatore non ha portato il pesce. Non vi meravigliate; non è  come la musica di Wagner? Buona salsa, ma senza pesce, senza melodia”.

composerimage-picture-gioachino-rossini-151Aneddoti imbellettati a bella posta oppure no, è innegabile che si abbiano notizie di molte situazioni nelle quali Rossini non risparmiò sapide battute ai danni di Wagner. Tra le più famose, si racconta che, interrogato sul Lohengrin, avrebbe esclamato: “Non si può giudicare un opera al primo ascolto, ma di certo non ho intenzione di ascoltarla una seconda volta!”. Inoltre sembra che, nell’unica occasione in cui i due grandi compositori si incontrarono, Rossini non si comportò da ospite impeccabile. Il confronto avvenne nella villa di Rossini a Passy, nel luglio del 1860, con un Wagner non ancora compiutamente Wagner e un Rossini non più compiutamente Rossini. Mentre la conversazione si inerpicava sui destini del teatro musicale drammatico, ecco che l’italiano abbandonava la sala da pranzo, interrompendo a più riprese la conversazione. Interrogato da Wagner sul motivo rispose: “Pardon monsieur, ma ho sul fuoco una lombata di capriolo. Deve essere innaffiata di continuo”… ma questo comportamento mi sembra quasi normale, conoscendo la passione di Rossini per il cibo e la cucina, forse ancora superiore a quella per la musica. Non per niente il geniale compositore italiano si ritirò dalle scene a soli 37 anni per dedicarsi, si dice, all’allevamento dei maiali e ai piaceri della carne (culinariamente parlando).

Avendo bistrattato il povero Wagner in questo modo – anche se solo attraverso le parole di Rossini – e avendo citato il Lohengrin, voglio in qualche modo fare ammenda offrendovi questa bella interpretazione del “Preludio” all’Atto Primo ad opera della Wiener Staatsopernorchester, con conduzione di Claudio Abbado.

Don Rinaldo

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