Speciale Oscar: “Gravity”

Quest’anno Gravity, pellicola diretta da Alfonso Cuarón, ha fatto incetta di statuette, portandosi a casa ben sette Academy Awards, tra cui il premio per i Migliori Effetti Speciali e il Miglior Regista. Ovviamente, per noi de La Lira di Orfeo, l’Oscar più gustoso rimane sempre quello per la Miglior Colonna Sonora e, neanche a farlo apposta, il film in questione si è aggiudicato anche questo premio.

oscarEvocativa, indulgente e insolita, proprio come la pellicola stessa, la musica composta da Steven Price si discosta drammaticamente dalle colonne sonore hollywoodiane a cui siamo stati abituati negli ultimi anni. Niente percussioni al fulmicotone à la Inception, né orchestre magniloquenti come in Il Cavaliere Oscuro (scusate, è un periodo in cui ho la scimmia di Christopher Nolan); per Gravity Price ha composto dei suoni che ci ricordano la calma schiacciante e il terribile vuoto dello spazio. Vorrei porre l’attenzione su questo aspetto, perché si tratta di una prerogativa non comune tra i moderni compositori di musica cinematografica, sempre alla ricerca dell’highlight sonoro che faccia sobbalzare lo spettatore sulla poltrona (ancora una volta il mio pensiero si volge a Inception), che a lungo andare perde inesorabilmente di incisività e mostra la corda.
In questo caso, invece, Price ci offre qualcosa di completamente diverso. Il giovane compositore conosce il potere del contrasto tra le armoniche, tra i ritmi e tra gli stati d’animo evocati dalla musica. Di più, conosce l’importanza dello sviluppo, sia narrativo che sonoro (non per niente la quasi totalità delle critiche dozzinali lette online recitano: “per la maggior parte del tempo è incredibilmente noiosa, ma cresce di potenza verso il finale”) e infatti la musica si evolve adattandosi magistralmente alle immagini e alle atmosfere della pellicola. La colonna sonora, neanche a dirlo, gioca un ruolo importantissimo in Gravity, principalmente perché, per la maggior parte del tempo, è l’unica cosa che potete sentire durante il film.
Certo, se analizziamo singolarmente i brani qui presenti, ad un primo impatto la colonna sonora potrà sembrare un filo debole (a parte l’omonima traccia, microcosmo sonoro che basta a se stessa e che trovate in ascolto qui sotto), ma per la sua incredibile organicità, per il suo potere evocativo e per il tentativo di Price di approcciarsi alla composizione musicale cinematografica in maniera, oserei dire, rivoluzionaria (sempre tenendo a mente che si tratta di un blockbuster), Gravity ha assolutamente meritato di vincere l’Oscar.

Dr. Musikstein

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3 risposte a “Speciale Oscar: “Gravity”

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