Il Dr. Musikstein consiglia: Friday Night in San Francisco

Di ritorno dalle tanto meritate vacanze estive, è un vero piacere ritrovare ad attenderci un post del nostro caro Dottor Musikstein.

“Friday Night in San Francisco”, Al Di Meola / Paco De Lucía / John McLaughlin, 1981, live.

Friday Night in San francisco

«A volte l’improvvisazione può diventare magia, quella magia che si è verificata con il Trio, una volta che ci siamo amalgamati l’uno con l’altro». Con queste parole il compianto Paco De Lucía descrive una serata leggendaria. Un evento incredibile, in cui tre dei chitarristi tecnicamente più influenti e ammirati della storia della musica, si sono incontrati e hanno creato quello che diventerà Friday Night in San Francisco: il disco che è riuscito a riportare l’attenzione del pubblico e dei media sulla chitarra acustica.

Al Di Meola, chitarrisita con radici ben radicate nel latin jazz, membro fondamentale dei Return To Forever e collaboratore -tra gli altri- di Stanley Clarke, Chick Corea e Frank Zappa. Paco De Lucía, maestro del flamenco, ingiustamente scomparso lo scorso 25 febbraio (questa recensione, mi permetterete, è un po’ anche per lui). John McLaughlin, un’autentica leggenda in giro dagli anni ’60, che ha letteralmente inventato uno stile e un suono tutto suo e che ha sempre avuto un occhio di riguardo per il prog 70s (e qui, per completezza, butto lì un altro paio di informazioni: lui il leader maximo della Mahavishnu Orchestra e lui il chitarrista di Miles Davis in album del calibro di In A Silent Way e Bitches Brew). Un trio di assoluti virtuosi dello strumento, insomma, che la notte del 5 dicembre 1980, al Warfield Theatre di San Francisco, hanno dato vita a quella magia di cui parlava in precedenza De Lucía.

Cinque brani in cui i tre giganti duettano da par loro, alternando momenti di grande lirismo, incredibile dinamismo, “forza bruta” musicale e assoli degni di stare in un museo di arte moderna. Il tutto sempre condito da una scelta sonora spiccatamente latina. E proprio questa è una scelta che permette a De Lucía di colmare un piccolo gap: non possedendo una formazione jazzistica, le doti da improvvisatore di Paco sono leggermente più deboli rispetto a quelle dei compagni, ma la sua passione tutta andalusa e la conoscenza di questa cifra stilistica musicale gli permette di sedersi al pari di Al e John. Nel medley “Mediterranean Sundance/Rio Ancho” sono Di Meola e De Lucía a dare inizio alle danze, con una partenza che più ispirata di così davvero non poteva esserci. Una deliziosa cavalcata da 11 minuti e mezzo, in cui i due performer completano magistralmente uno le melodie dell’altro. A “Short Tales of a Black Forset” di Chick Corea, eseguita abilmente da McLaughlin e Di Meola, è affidata la chiusura del lato A. I due chitarristi sono qui completamente liberi di inventare e, soprattutto, di divertirsi con citazioni e divertissement; un’aspetto ben visibile nel momento in cui viene accennato il tema de La Pantera Rosa. L’intesa è davvero fuori scala e questa performance ci dà la possibilità di scoprire un’immagine diversa di questi incredibili virtuosi: non solo freddi tecnici dello strumento (una critica rivolta, più volte, soprattutto a Di Meola), ma musicisti nelle cui vene pulsa tutta l’emozione e la spontaneità della musica.

Sul lato B il Trio si sposta verso sonorità brasiliane, con “Frevo Rasgado” del compositore Egberto Gismonti. Ancora una volta McLaughlin e De Lucía danno spettacolo e confezionano quello che, a detta di molti, è  l’highlight del disco. “Fantasia Suite”, invece, vede incrociarsi le chitarre di tutto il Trio e offre giochi percussivi e slap trascinanti. Il disco si chiude con una chicca registrata in studio: “Guardian Angel”, brano composto da McLaughlin ed eseguito ancora una volta dai tre virtuosi al completo. Superfluo commentarla: è il finale perfetto per questo LP in cui tre mostri sacri del jazz ci mostrano quelle vette liriche che si possono raggiungere solo quando musicisti di siffatta caratura decidono di abbandonarsi al momento e alle emozioni. All’improvvisazione e alla magia. Proprio come ci raccontava Paco De Lucía.

Tracce consigliate: piazzate su il disco e ascoltatelo tutto d’un fiato.

Dr. Musikstein

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