Il giro del mondo in 100 canzoni, tappa 2: Spagna

“La Spagna ha molto da offrire al visitatore: la sensazione di trovarsi, d’improvviso, in un altro continente; la novità di paesaggi vasti e selvaggi, le memorie -nell’architettura, nei nomi, nelle usanze- della passata dominazione araba; le austere, splendide chiese; le bianche città andaluse simili a zollette di zucchero sparse su colli spogli; processioni, ferias, zingari, tori focosi, cantanti di flamengo” Robert Littell.

SpagnaPer la seconda tappa di questo nostro viaggio musicale intorno al mondo, eccoci scavalcare i Pirenei e arrivare finalmente in Spagna. Dovete perdonarmi, ma ho deciso di servirmi pigramente di questa incantevole descrizione dello scrittore americano Robert Littell, in modo da aggirare tutti quegli irritanti luoghi comuni che ci scappano sempre parlando del Reino de España. Sapete no? Sole caldo, ottimo vino rosso, nacchere, corride, Pamplona, Gaudí, botellón, bella gente sempre pronta a fare festa. Non mi sembravano descrizioni degne dei miei lettori e in questo il vecchio Robert mi è venuto in soccorso.

E musicalmente? Beh, sembra una riflessione superficiale, ma anche da questo punto di vista la Spagna riesce a trasmettere all’ascoltatore una gran gioia di vivere e a emozionarlo come non mai. Prendiamo, ad esempio, il flamenco andaluso, la jota aragonese o la isa canaria, grazie ai quali si può comprendere perfettamente la complessità delle tradizioni presenti sulla penisola iberica. Oppure ascoltiamo leggende del pop come Julio Iglesias e Joaquín Sabina. O, ancora, rock band del calibro degli Héroes del Silencio o, più recentemente, dei Maga. Se poi siete fan dell’indie rock, io vi consiglio di ascoltare qualcosa dei The New Raemon, dei Manel o dei Nodozurdo. E pensate che non ho neanche menzionato quella lunga schiera di chitarristi, autentici Maestri dello strumento, che hanno onorato la Spagna del loro talento: parliamo di artisti del calibro di Andrés Segovia, Paco de Lucía, l’altro Paco, Ibáñez, e Alberto Pérez.

Personalmente, però, nulla riesce a darmi la sensazione di vivere davvero la Spagna più di Joan Manuel Serrat. Con testi delicatissimi, influenzati da poeti del calibro di Pablo Neruda, Faderico García Lorca, Miguel Hernández e Antonio Machado, questo pioniere della Nova Cançó è considerato una delle figure più importanti della musica popolare moderna, sia essa in lingua spagnola o catalana. Per il nostro ‘ascolto del mese’ vi propongo “Cantares”, brano pubblicato nel 1969 e scritto da Serrat in collaborazione con Machado.

Hasta pronto, amigos!

Pink

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