Molto Rumore per Nulla: Speciale Ypsigrock 2014

Dopo ben tre puntate della mia scoppiettante rubrica Molto Rumore per Nulla, mi sembrava il caso di far uscire un succoso “numero speciale”; dopotutto siamo nel periodo estivo ed è proprio questo quello che propongono le grandi riviste di settore.
A questo proposito ho deciso di offrirvi un report dettagliato-ma-non-troppo sul mio veloce break in Sicilia (più precisamente a Castelbuono, in provincia di Palermo) a seguire la giornata finale dell’Ypsigrock 2014. Tra ore di sonno perse, paste siciliane, autostoppisti e buona musica, ecco il riassunto step-by-step della mia delirante (e appagante) due giorni.

10561552_10203347049908228_3784805217265689004_n– Sabato pomeriggio trovo un volo Torino-Palermo, ad un prezzo ragionevole, giusto giusto sette ore prima della partenza. L’idea di fare una zingarata di due giorni, come ai tempi belli, mi attizza molto. Tempo di controllare che siano ancora disponibili biglietti per accedere alla giornata di domenica del festival ed è fatta.
– Come da consuetudine parto disorganizzato, per vivere al meglio l’avventura. Questo si traduce con un “atterro in Sicilia senza sapere bene come raggiungere Castelbuono”.
– Nel dubbio vado fino a Palermo, per superare gli ultimi scampoli di notte in outdoor. La scelta paga perché riesco a fare colazione con degli ottimi cannoli siciliani in un bar vicino alla Stazione Centrale.
– Scopro che no, la domenica non esistono i pullman per Castelbuono. Questa è la Carta Imprevisti base quando viaggi senza pensare alle conseguenze…
– Mentre mi aggiro nei pressi delle Autolinee SAIS con il mio sguardo brevettato da “cucciolo di labrador non svezzato” scopro che esistono dei buoni samaritani che, previo compenso irrisorio, ti accompagnano fino al festival su dei pulmini scassoni. Proprio quello che fa per me.
– L’autista mi informa che non sono l’unico idiota, arrivato per l’ultima giornata dell’Ypsigrock, che non sapeva la storia dei pullman fuori servizio la domenica: lui, da inizio giornata, ne ha già portati su un paio. La rivelazione mi rincuora un po’. Ma solo un po’.
– Mentre ci avviciniamo a Castelbuono, tornante dopo tornante, mi trovo a pensare che grazie a dio non soffro il mal d’auto.
– Qui entra in gioco il mio senso dell’oreintamento, affilatissimo quando devo prestare attenzione a cosa mi succede attorno, ma pronto a farmi girare su me stesso non appena mi distraggo per più di cinque secondi. Non credo di dovervi specificare il fatto di essermi ditratto, a causa della fauna femminile locale, e di essermi conseguentemente perso.
– Mentre giro senza meta posto su Facebook la foto che vedete qui sopra. Un amico prontamente la commenta, consigliandomi di fare un salto alla pasticceria Fiasconaro. Io eseguo e mi scasso una cassata intera, ché chissà quando farò il mio prossimo pasto.
– Sento una tizia che urla «See you tonight Stuart!». Ora non voglio dire nulla, ma se era Stuart Murdoch, frontman dei Belle & Sebastian, io me lo sono perso completamente.
– Ormai si son fatte quasi le 18 ed è meglio raggiungere il chiostro di San Francesco per l’esibizione dei Sun Kil Moon. Il sole sembra quasi sconcertare Mark Kozelek, vera e propria creatura notturna, che però mette insieme un set sublime, quasi irreale, tanto è pesante la partecipazione emotiva e il silenzio del pubblico. Fun facts: l’idiosincrasia di Mark per foto e video ha spinto più di uno a fotografare l’unica cosa che si potesse riprendere… il cartello “No photos” (sì, l’ho fatto anch’io).
– Faccio scorta di birra e prendo possesso di piazza Castello, curioso di sentire per la prima volta i Money. L’esibizione è breve (peccato), ma i Money si dimostrano perfetti per la cornice di Castelbuono al tramonto: eterei e struggenti. E io mi innamoro di “Hold Me Forever”.
– Tocca finalmente a Kurt Vile in compagnia della sua backing band, i Violators. Il vecchio Kurt ho avuto il piacere di ascoltarlo molte volte e non mi ha mai deluso. La serata in terra siciliana non fa eccezione: con il suo crescendo di chitarre offre al pubblico la sferzata di energia che francamente serviva dopo i due concerti precedenti. E mentre lui suona io mi ritrovo a sfoggiare un comportamento ossessivo-compulsivo nei confronti della birra. Long live rock!
– I Wild Beasts erano stati uno dei motivi per il quale mi ero deciso a cliccare ‘acquista’ alla vista di quell’intrigante volo Torino-Palermo. Purtroppo, nonostante io sia gonfio di birra come una zampogna, l’esibizione mi pare un po’ piatta e mediocre. Insomma, mi aspettavo svarioni lisergigi e mi ritrovo gente che suona in maniere svolgiata. Rimane la soddisfazione di poter dire «ho visto i Wild Beasts dal vivo».
– Il finale è affidato ai Belle & Sebastian e, con loro, io raggiungo letteralmente la pace dei sensi. Il loro indie pop pacato è perfetto per chiudere degnamente l’Ypsigrock 2014. Il sopracitato Murdoch, a un certo punto si arrampica sulle scalinate del castello per improvvisare un balletto e, nel finale, la band chiama sul palco un po’ di spettatori per scatenarsi tutti insieme. Una vera festa gioiosa.
– Nel casino successivo, mentre cerco di farmi strada tra la folla, mi sembra di avvistare in cielo una stella cadente (cioè… forse… oh sentite, avrei dovuto bere meno per esserne sicuro). Riflettendoci per un istante mi ritrovo a pensare che comunque sto bene dove sto e poi “andare a chiedere favori alle stelle cadenti non è tanto di cattivo gusto quanto arrogante” [cit.]
– Tiro fuori il cellulare, ché mi piacerebbe postare un’altra foto. No, batteria scarica, mi ha abbandonato. Vabbé, alla peggio penseranno che non voglio più tornare a casa o che sono finito in un programma di protezione testimoni.
– Mi perdo di nuovo. Questa volta per colpa del sonno e dell’alcol.
– Ormai inizio a pensare di riconoscere tutti quelli che incrocio per la strada, tipo «ehi, ma quello è uguale uguale al mio commercialista. Ma cosa ci fa qui? Dovrebbe essere a Torino… aspetta, io non ho un commercialista».
– Decido di prendere la prima navetta disponibile per tornare Palermo e raggiungere l’aeroporto. Tanto non so bene che fare, né con chi parlare, né dove dormire e ormai lo sguardo brevettato da “cucciolo di labrador non svezzato” ha lasciato il posto al poco rassicurante sguardo da “serial killer con l’insonnia”. Sì, è meglio andare.
– In aeroporto decido di concedermi un po’ di riposo da barbone…
– … solo per farmi svegliare da un poliziotto che mi sussurra all’orecchio dolci parole: «ehi, guarda che qui non puoi dormire». Purtroppo non posso dire che sia la prima volta che mi trovo in una situazione del genere.
«Grazie a dio atterro a Caselle e non a Malpensa. Grazie a dio atterro a Caselle e non a Malpensa. Grazie a dio atterro a Caselle e non a Malpensa».
– Rientro a casa, dopo una veloce corsa in taxi, sfatto, puzzolente, col portafoglio un po’ più magro, ma davvero appagato.

Io lo ammetto senza problemi: non mi piace pianificare i viaggi. Questa volta, però, ho un po’ esagerato. Il prossimo anno lo organizzo meglio. Promesso.

Ziggy

ZiggyZiggy è un geek musicale di 25 anni che collabora con La Lira per cercare di (ri)dare una dimensione più “da blog” a questo nostro serioso sito musicale. La sua rubrica Molto Rumore Per Nulla narra avventure superficiali e dispensabili di vita vissuta veramente, squisitamente a sfondo musicale.

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